La popolazione nidificante di falco cuculo del parmense è la più importante in Italia e vanta tra le 140 e le 150 coppie, un dato record da quando la specie ha iniziato a insediarsi in modo più consistente nella pianura parmense (dove già era presente fin dal 1995), grazie alla presenza di abbondanti prati ricchi di prede come insetti e piccoli mammiferi e, soprattutto, dalle cassette nido collocate dalla Lipu nell’ambito di un progetto Life partito nel 2009.
Nei giorni scorsi si è concluso l’inanellamento dei pulcini di falco cuculo nuovi nati: 150 i giovani rapaci che sono stati pesati, misurati e dotati di anello Ispra di riconoscimento.
La Lipu ha coordinato le complesse operazioni, portate a termine grazie allo staff del settore Conservazione, a una ventina di volontari della delegazione di Parma e ad alcuni studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia guidati dal docente Dino Scaravelli.
L’azione dei volontari della Lipu
«Le fasi dell’operazione sul falco cuculo sono due: la prima si effettua in inverno, quando ripariamo le cassette danneggiate e prepariamo il fondo con la ghiaia; la seconda è quella estiva, durante la quale verifichiamo il successo riproduttivo delle singole coppie nidificanti e inanelliamo i pulcini che hanno raggiunto l’età idonea» spiega Michele Mendi, delegato della Lipu di Parma e Consigliere nazionale.
Un grande migratore
In autunno il falco cuculo parte per la migrazione per poi svernare in Sudafrica e in Botswana; in primavera, la maggior parte della popolazione torna in Europa e si insedia nella parte orientale e solo parzialmente in quella meridionale e occidentale. «Proprio grazie alla rilettura degli anelli colorati si è iniziato a conoscere meglio gli spostamenti dei giovani della specie, come per esempio il fatto che i giovani che si involano in agosto si recano dapprima nell’Europa centro-orientale e poi in Africa, probabilmente indotti dalla ricerca di maggiore disponibilità di cibo, oppure per raggiungere le cospicue popolazioni orientali e formare con loro grandi dormitori, partendo successivamente per l’Africa» spiega Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu.
La carta d’identità del falco cuculo
Nome scientifico: Falco vespertinus
Apertura alare: 65-76 cm
Migrazione: a lungo raggio
Habitat: agricoli
Lista rossa italiana: vulnerabile
Stato conservazione: cattivo
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