All’inizio della valle Stura raggiungiamo l’abitato di Rittana per proseguire quindi verso la frazione Gorrè e a seguire Chiot Rosa (1.188 m/slm). Se la strada, soprattutto il tratto terminale, è stata un po’ stretta, a Chiot Rosa ci troviamo invece su un ampio colle panoramico delimitato ai lati da folti boschi. Ed è in quello a est che ci rechiamo subito, evidenziato da una casetta di legno e un recinto che delimita l’area picnic. Non tanto perché vogliamo subito soffermarci per uno spuntino, ma perché qui si trovano le opere dell’artista Giulia Cenci: Le Masche.
Curiose sagome nella cui forma richiamano le betulle che occupano l’area, esili sculture di alluminio che si torcono e si alzano verso il cielo decorate con teste, foglie di vite, lupi. Figure che si fondono in un movimento che sembra incessante e allo stesso tempo guardingo e che invoglia a soffermarsi per studiarne i dettagli.
Prendiamo ora la strada a ovest, indicata dai cartelli “Paraloup” incamminandoci verso la prossima meta. Il percorso è in buona parte in asfalto e solo verso la fine diventa sterrato, salendo in maniera costante alternando tratti all’ombra ad altri più assolati.
Vi sono alcuni bivi ma non lasciamo mai la strada principale oltrepassando le piccole borgate di Chiapera e di Tetto Gran dalle case ben recuperate, mentre il panorama appare a tratti tra la vegetazione.
La meta è agevolmente raggiunta: la borgata Paraloup (1.370 m/slm), un nome suggestivo per un luogo particolarmente evocativo pregno di storia che rende questo luogo unico: tra il settembre 1943 e la primavera del 1944, infatti, si stabilì qui il primo quartier generale delle bande partigiane di Giustizia e Libertà del cuneese, circa duecento giovani guidati da Duccio Galimberti, Dante Livio Bianchi, Giorgio Bocca, Nuto Revelli…
Oggi nei vari edifici ben recuperati dalla fondazione Nuto Revelli si trova l’interessante Museo dei Racconti che tramite touch screen permette di ascoltare la storia della borgata divisa in quattro periodi distinti (Ottocento, la lotta di Liberazione, lo spopolamento, il ritorno oggi), con testimonianze dirette dei protagonisti. Sparse nelle altre baite si trovano poi uno spazio dedicato alla memoria delle donne resistenti che vivono o hanno vissuto queste valli; un luogo dove esporre allestimenti temporanei; una cineteca di film sulle tematiche della guerra e della Resistenza in montagna; un bar ristoro-foresteria e infine un teatro all’aperto da duecento posti dove fermarsi, anche quando non vi sono spettacoli, per ammirare il panorama e meditare su quanto sia bella la libertà.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 2,2 km
Dislivello: +185 -15 m
Tempo al netto delle soste: 40 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo
Link utili
- Rittana-Paraloup. © F. Voglino / A. Porporato
- Rittana-Paraloup. © F. Voglino / A. Porporato
- Rittana-Paraloup. © F. Voglino / A. Porporato
- Rittana-Paraloup. © F. Voglino / A. Porporato
- Rittana-Paraloup. © F. Voglino / A. Porporato
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