È facile individuare la val Formazza: guardando una mappa del Piemonte è la parte più settentrionale di questa Regione, su, in alto, a contatto con la Svizzera.
Raggiungiamo la conca di Riale posta proprio la testa della valle e facilmente raggiungibile grazie ad una galleria elicoidale lunga più di tre chilometri che fa prendere tranquillamente quota, superando il salto della Cascata del Toce nei pressi dello storico albergo in art decò del 1925.
Arrivati alla conca di Riale lo sguardo si riempie, letteralmente, di neve. Se il centro è la patria dello sci di fondo, sport principe da quando, nel 1903, furono visti i primi sciatori scesi dalla Svizzera, o almeno così narra la leggenda, tutto attorno è possibile scatenare la propria fantasia con le racchette da neve, lo sci alpinismo e le fat bike per percorsi pieni di fascino.
Dai parcheggi che anticipano le case di Riale (1.730 m/slm) proseguiamo verso la conca seguendo i cartelli “G00-Rifugio Maria Luisa”, percorrendo una comoda ed ampia pista spesso battuta dai gatti delle nevi.
Il tracciato è ben indicato ed evidente, l’unica accortezza è quando esso attraversa per due volte la pista di fondo, dove si deve prestare attenzione a non rovinare i binari per gli sci.
Stiamo percorrendo semplicemente quella che nelle altre stagioni è una strada sterrata, la salita quindi è continua ma costante e graduale, affrontando alcuni tornanti da cui si apre sempre più la vista sulla sottostante conca in cui spicca il dosso con la suggestiva chiesa di Sant’Anna, mentre sullo sfondo appare la diga di Morasco che delimita l’omonimo lago adagiato alla base delle ripide pareti del Monte Immel (2.807 m/slm) e della Punta di Morasco (2.831 m/slm).
Giunti quasi all’altezza di un traliccio, che era già visibile da sotto, la strada si addolcisce e da questo punto si inoltra piacevolmente pianeggiante su un ampio altopiano. Se trovate che la vista davanti a noi è ora un po’ chiusa, fermatevi a tirare il fiato e giratevi, perché alle spalle il panorama è mozzafiato e straordinario.
Giunti a un isolato edificio, la strada curva verso la diga di Toggia che appare in alto, davanti a noi. E il rifugio? Tranquilli, per ora è praticamente invisibile ma quando si devia a sinistra su un ponte e si supera un altro edificio semi-sommerso, ecco apparire il rifugio Maria Luisa (2.157 m/slm).
Già il bel rifugio può essere una meta ma merita ancora affrontare l’ultima salita lungo la pista che passando al di sotto di un edificio di servizio della diga, porta sulle rive del silenzioso e ghiacciato lago Toggia (2.191 m/slm).
Qui la pista per ciaspole termina e si torna per la medesima via dell’andata. Meglio non proseguire anche in presenza di tracce evidenti poiché i pendii sovrastanti il lago si presentano spesso a rischio valanghe.
La cascata del Toce
Impressionante salto di d’acqua alto 143 metri, impressionò vari viaggiatori come Richard Wagner, Gabriele D’Annunzio, la regina Margherita, De Saussure. Oggi viene utilizzata a scopi idroelettrici e viene aperta solamente in alcune date fisse primaverili ed estive (comune.formazza.vb.it).
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 6 km
Dislivello: 470 m
Tempo al netto delle soste: 2 h
Attenzione: in alcuni tratti il percorso potrebbe essere soggetto a valanghe, se trovate il cartello che indica che il percorso è chiuso, rispettatelo. L’ideale è informarsi in anticipo presso il centro fondo sulle condizioni della pista (tel. 380 31 00 773).
Attenzione: il percorso è intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo ed eventuali allerte sul rischio valanghe al sito arpa.piemonte.it
Link utili
lagomaggiorexperience.it/neveazzurra
- Riale – val Formazza. © F. Voglino / A. Porporato
- Riale – val Formazza. © F. Voglino / A. Porporato
- Riale – val Formazza. © F. Voglino / A. Porporato
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