Oggi in ambulatorio è una giornata tranquilla.
Dev’essere che il freddo e la pioggia limiti la voglia, da parte dei proprietari, di andare dal veterinario per qualsiasi cosa. Finalmente riesco a ritagliarmi un po’ di pace e a dedicarmi ad altro.
Approfittando di questo momento di tranquillità, decido di portare fuori i cani che sono ricoverati e far loro fare una veloce passeggiata in modo che “sgranchiscano” almeno le zampette. Naturalmente nemmeno dieci minuti dopo suona il citofono. Il cliente dev’essere insistente perché nemmeno due secondi dopo parte un altro “drrrrrrrr”. Affretto il passo e arrivo alla porta d’ingresso. “Buongiorno, cosa succede?” dico alla donna anziana che mi trovo davanti. È una signora distinta, vestita a punto e con un profumo cosi forte che la precede almeno di due metri.
È venuta con il suo cane, per un controllo e la vaccinazione annuale. Terminata la visita, mentre la accompagno alla porta, iniziamo a parlare del più e del meno. Mi racconta che ha anche una gatta a casa e che ha partorito recentemente. “Ah ma che bello! E come stanno i gattini? Quanti sono?” esordisco io. “Bene bene dottore. Sono cinque e crescono velocemente. Solo che la gatta non beve il latte..” mi risponde la signora. “Beh, ma meglio cosi no? Meglio evitare che la gatta beva il latte e abbia la diarrea…”.
Vedo che la signora, dopo la mia risposta, mi guarda ancora più perplessa e mi domanda “Ma la gatta come fa a fare il latte se non beve il latte…?”. Io, non capendo se stesse scherzando o meno, non faccio in tempo a risponderle che mi domanda di nuovo: “Ma se provassi con lo Zymil? Magari è intollerante al lattosio, per quello non lo beve..”.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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