Sono pochi oramai quei momenti in cui si riesce davvero a essere consapevoli con tutto il nostro essere di vivere un determinato istante. La vita, si sa, è realmente composta da molti istanti, come se fossero i fotogrammi di un vecchio film girato ancora con la pellicola. Eppure, non sempre abbiamo la percezione di essere noi i protagonisti dei nostri fotogrammi e così li lasciamo scorrere davanti ai nostri occhi, senza goderci il presente, affannati a fuggire un passato a volte spiacevole e annaspando verso un futuro che per definizione è incerto.
Eppure, grazie a Dio, ci sono quei momenti in cui riusciamo a percepire la vita in noi, consapevoli del fatto che respiriamo e in questo modo diventiamo responsabili del nostro tempo, lo viviamo, lo apprezziamo e lo assaporiamo. È quanto probabilmente è successo al poeta Fernando Pessoa che in un testo, Momenti di un’estate III, l’ultimo di un trittico estivo, spinto da un vento dolce, si è lasciato andare al momento presente, un dolce abbandono di cui abbiamo già avuto occasione di parlare.
Momenti di un’estate III
Un vento dolce si è levato
in questo giorno caldo.
Siano perdonati alla mia anima
i suoi sogni! Oh, lasciatemi pregare
che questa fresca ora
resti unita alla memoria
e possa anni dopo
rivivere in me!
È ben poco, lo so,
ma è la felicità,
e sono poche le ore
che possiamo realmente benedire.
Sono ore come questa, libere
dall’appartenere al pensare,
quando non abbiamo nulla a cui badare
salvo la brezza che è niente.
Quest’ora, dunque, viva
nella mia memoria,
e possa rivivere ancora
ogni volta che vedrò
il mio cuore farsi greve e ardente,
e i miei pensieri vicini e recenti.
O dolce brezza, soffia sul mio pensiero!
O serenità, sfiora il mio destino!
Fernando Pessoa
È una giornata calda, perciò possiamo immaginare l’afa e quasi la mancanza di aria; a un certo punto sale un vento dolce, una brezza a tratti impercettibile, ma è qualcosa che ci ristora dal caldo e ci offre sollievo. Pessoa si sofferma su questo aspetto, coglie la bellezza del dono del vento e realizza di essere consapevole dell’importanza di quel momento. È ben poco, scrive il poeta, ma proprio dal poco traiamo energie e stupore, addirittura scrive la felicità; perché si è lontani dalle preoccupazioni del mondo, dal dover sempre prestare attenzione all’agenda, agli impegni inderogabili e imposti dalla società, alle relazioni di servizio che si rivelano spesso false. Lontani da tutto ciò, si è liberi (Sono ore come questa, libere / dall’appartenere al pensare), e Pessoa lo ha percepito semplicemente ascoltando il vento, lasciando che gli accarezzasse il cuore. Realmente capita che possano essere sufficienti cinque minuti per realizzare e vivere intuizioni vitali, ciò che a volte esprime l’arte e la genialità umana; dobbiamo però cogliere questo attimo e viverlo.
Un ulteriore passo in avanti viene compiuto dal poeta quando si convince del fatto che questo momento di pace e serenità potrò salvarlo anche in futuro: Quest’ora, dunque, viva / nella mia memoria, / e possa rivivere ancora, ogni volta che egli sentirà il proprio cuore appesantito, minacciato da una quotidianità meschina e da pensieri soffocanti. Che possa vivere anche per noi l’invito che il poeta rivolge a questo dolce vento rivelatore di vita:
O dolce brezza, soffia sul mio pensiero!
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