Ma al termine della sua opera l’Artefice desiderava che vi fosse qualcuno che capisse la razionalità di un’opera così grande, ne amasse la bellezza, ne ammirasse la vastità.
Pico della Mirandola, De hominis dignitate
E fu così che l’Artefice pensò l’uomo: qualcuno che potesse capire la precisione della Creazione, la razionalità che si cela dietro all’Universo; qualcuno che potesse amare la bellezza di tutto quello che compone questo grande progetto; infine qualcuno che potesse stupirsi, meravigliarsi della vastità di un’opera così grande. Perché effettivamente è dalla meraviglia che nascono poi le domande, in modo tale che si possa intraprendere un determinato percorso di ricerca.
Il giovane Pico della Mirandola aveva già intuito, compreso e assimilato un dato di fatto importantissimo: l’uomo non solo è parte della Creazione, ma ne è tassello imprescindibile, ma non per dominarla, sottometterla, sfruttarla e ucciderla. Deve esserne il custode, colui che più di tutte le creature può essere in grado di ammirare ciò che gli sta intorno, dalla formica al verme, passando per la balenottera azzurra, fino ad arrivare a Giove o alla nebulosa NGC 7293. Tutto questo non è straordinario? Non è meraviglioso? Se rimaniamo a bocca aperta, stupiti appunto, di fronte a una stella alpina o a una margherita nel prato, così perfetta, allora siamo sulla buona strada.
Lo sappiamo molto bene, ha ragione quel proverbio secondo cui fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, soprattutto quotidianamente, perché l’albero che cade (in qualunque contesto) fa più audience; ma noi non dobbiamo arrenderci a questo, sappiamo anche quanto sia importante che la foresta cresca, anche in silenzio (a volte la pubblicità danneggia). Bisogna avere il coraggio di evidenziare anche quello che funziona, mettere in risalto la bellezza della vita, ovunque, a scuola, sul posto di lavoro, al bar con gli amici, mentre aspetto il pullman: facciamo in modo che la meraviglia per l’Universo diventi quotidiana, alla portata di tutti. L’uomo ha una posizione privilegiata, è stato creato per questo, si è evoluto per questo. Non è necessario regredire ogni volta; se l’uomo di oggi non riesce ad imparare dal passato, almeno si guardi intorno e veda in che meraviglia vive, respira, agisce!
Conviene allora, forse, iniziare da qui: vogliamo far parte di questa vasta opera d’arte (che poi è la vita)? Dunque capiamola, amiamola, ammiriamola!
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