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Natura
Animali, piante e habitat
REGIONE ABRUZZO

Presentata la bozza del Calendario venatorio 2025/26

Le osservazioni preoccupate del WWF Abruzzo per l'impatto nelle terre dell'orso

Presentata la bozza del Calendario venatorio 2025/26
© Paul Einerhand/unsplash.com

Redazione Redazione 14 Mar 2025

La prima bozza di Calendario venatorio abruzzese 2025/2026 è stata presentata in fase di consulta e il WWF Abruzzo ha fatto pervenire le proprie osservazioni sia agli Uffici regionali, sia a quelli dell’ISPRA.

«Dato atto alla Regione Abruzzo di aver migliorato, negli ultimi anni, il Calendario venatorio che presenta indubbiamente minori criticità rispetto ad annualità passate, anche grazie ai molteplici ricorsi presentati e vinti dal WWF e dalle Associazioni ambientaliste, continuano però a persistere forti preoccupazioni» commenta Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo.

Le osservazioni del WWF Abruzzo

«Nel calendario venatorio della Regione Abruzzo sono ancora presenti evidenti criticità, da sempre sottolineate dal WWF. Ci auguriamo che il parere dell’ISPRA possa accogliere le osservazioni della nostra Associazione e che gli altri Enti territoriali deputati alla salvaguardia della fauna si esprimano sui punti più critici, in modo da limitare i possibili impatti che ancora persistono nella programmazione venatoria abruzzese» commenta Claudio Allegrino, responsabile Guardie WWF Abruzzo.

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  • Non condivisibile l’anticipo della caccia al cinghiale al 1° ottobre nelle aree con presenza dell’orso marsicano. Il mese di ottobre è ancora un periodo molto delicato per l’orso che va alla ricerca di cibo per acquistare peso prima dell’inverno. È assolutamente inopportuno che si faccia questa scelta, che da un lato andrebbe a causare un disturbo per la specie e dall’altro andrebbe a vanificare il percorso fatto insieme a una parte del mondo venatorio che si era formato rispetto a queste tematiche.
  • Per restare in tema orso, il WWF Abruzzo segnala ormai da diversi anni, l’omissione delle disposizioni che definiscono la perimetrazione dell’Area Contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Attenendosi a quanto previsto dalla L. 394/91 e s.m.i., infatti, bisognerebbe adeguare il carico venatorio, definire modi e tempi di caccia distinti per l’Area Contigua e soprattutto permettere la caccia ai soli residenti, come succede ad esempio per il versante laziale del Parco.
  • Persistono le pre-aperture alla caccia nel mese di settembre per specie come gazza, cornacchia, ghiandaia e colombaccio e di apertura generale a settembre per quaglia, fagiano, cornacchia, gazza e ghiandaia. Il WWF Abruzzo richiede l’apertura generale della stagione venatoria al 1° ottobre, per tutte le specie cacciabili, evitando ogni forma di apertura e di pre-apertura a settembre.
  • Altro punto sollevato dal WWF Abruzzo è la richiesta di escludere dalla caccia la coturnice, la starna e l’allodola che allo stato attuale delle conoscenze, non hanno popolazioni in grado di sostenere il prelievo venatorio.
  • Rispetto ai periodi di conclusione della caccia, invece, Il WWF chiede la chiusura della stagione venatoria per tutte le specie di uccelli al 31 dicembre, secondo il principio di garanzia della completa protezione delle specie.
  • La proposta di calendario venatorio abruzzese non contiene alcun riferimento alle disposizioni di legge in merito al divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco, non dando alcun riferimento ai cacciatori circa le modalità di corretto comportamento in caso di esercizio venatorio su tali aree.

 

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