• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Quanto caldo può sopportare il corpo umano?
Prima pagina
Uomo e pianeta
Ambiente
ANTICICLONE AFRICANO

Quanto caldo può sopportare il corpo umano?

Quanto caldo può sopportare il corpo umano?

Luca Serafini Luca Serafini 1 Ago 2021

Stiamo vivendo giornate di gran caldo torrido al Centro-Sud, dove le temperature in alcune situazioni superano i 40 °C, in particolare nelle zone interne di Sicilia e Sardegna, ma anche in Puglia, Basilicata e Calabria. I  valori restano elevati anche di notte, creando disagio psico-fisico e stanchezza. Poco consolante la situazione al Nord, dove il rischio di grandinate, inondazioni e temporali improvvisi è accentuato dal grande gradiente termico con le Regioni più calde.

In questa situazione estrema, molti – boccheggiando – si chiedono fino a che limite l’organismo umano possa sopportare il caldo.

Per rispondere a questo interrogativo, ci viene in aiuto uno studio pubblicato su Science Advances.

 

La risposta è allo stesso tempo semplice e complessa: 35 °C.

Semplice, perché è una cifra precisa, che tutti possiamo comprendere. Ma, allora, non dovremmo essere tutti morti, viste le temperature di questi giorni?

Qui viene la complessità. La scienza definisce questa temperatura come “Wet Bulbe Temperature”, ovvero la temperatura di una “bolla” d’aria raffreddata a saturazione (100% di umidità relativa) dall’evaporazione dell’acqua in essa contenuta. Per comprendere il meccanismo in modo semplice, è come se misurassimo la temperatura con un termometro avvolto in un panno bagnato, tenendo conto, quindi, sia della temperatura, sia dell’umidità.

Il tasso di umidità nell’aria, infatti, è cruciale per valutare la possibilità di sopravvivenza: più alta è l’umidità dell’aria, meno efficace sarà il processo di raffreddamento dell’organismo ottenuto con la sudorazione.

Alcuni esempi pratici

Se la temperatura dell’aria è di 46 °C e l’umidità relativa è del 30%, la “Wet Bulbe Temperature” sarà di 30,5 °C. Sopportabile.

Viceversa, con una temperatura atmosferica di 39 °C e un’umidità del 77%, la “Wet Bulbe Temperature” è di 35 °C, alle soglie del collasso.

A questo punto il corpo diventa ipertermico – sopra i 40 °C – con sintomi che vanno dal polso rapido, al cambiamento di stato mentale, alla mancanza di sudorazione, svenimento e coma.

Questa ipertermia può portare alla morte nel giro di poche ore.

Se il valore numerico della “Wet Bulbe Temperature” non è facilmente misurabile “in casa”, un’idea concettualmente simile del caldo ce la può dare un altro valore che viene spesso comunicato nelle previsioni meteo: la temperatura percepita. Questa, infatti, tiene conto anche dei parametri di umidità, ventilazione, soleggiatura.

Aumentano le zone a rischio

Fortunatamente sono ancora poche le località che hanno raggiunto, nella storia, una “Wet Bulbe Temperature” di 35 °C. “Ancora”, perché con i cambiamenti climatici in atto e il riscaldamento del Pianeta, lo scenario si fa sempre più fosco.

Dalla fine degli Anni ’80, i punti caldi e umidi del Globo sono stati soprattutto la valle del fiume Indo, in Pakistan centrale e settentrionale, e la costa meridionale del Golfo Persico.

Le località che possono diventare a rischio nei prossimi 30-50 anni includono il Messico nord-occidentale, l’India settentrionale, il Sud-est asiatico e l’Africa occidentale.

 

SEMPRE INFORMATI!

Per rimanere aggiornato su tutte le news sulla Natura, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter di rivistanatura.com

Basta inserire l’indirizzo e-mail nell’apposito modulo qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscriviti”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di Natura! È gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • cambiamenti climatici

Potrebbe interessarti:

Il ciclo dell'acqua nel corpo umano segue la Luna

Il ciclo dell'acqua nel corpo umano segue la Luna

Quali sono gli effetti dell' acqua fredda sul corpo umano

Quali sono gli effetti dell' acqua fredda sul corpo umano

Un futuro senza olio d’oliva? È più vicino di quanto si pensi

Un futuro senza olio d’oliva? È più vicino di quanto si pensi

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}