“Credo nella foresta, e nel campo, e nella notte in cui cresce il grano”.
Prende spunto da questo statement di Henri David Thoreau (tratto dalla sua opera Camminare) il saggio di Antonio Di Chiro intitolato Il grano cresce di notte, un’interessante opera edita da Piano B che indaga sulla vita e pensiero del filosofo americano (1817-1862).
L’obiettivo di Di Chiro, docente di filosofia, è quello di ricollocare nel suo tempo e riportare alla realtà dei fatti (e delle parole) la figura di Thoreau, diventata suo malgrado simbolo di movimenti, mode culturali, correnti di pensiero, stili di vita. «La maggior parte dei termini che si utilizzano per indicare il filosofo» scrive Di Chiro, «ovvero anarchico, ribelle, individualista, misantropo, profeta, conferenziere, letterato, mistico, naturalista – non rendono giustizia alla grandezza del suo pensiero e tendono a sminuire e ad appiattire la sua vicenda biografica solo su alcuni episodi della sua vita».
Thoreau, sostiene l’autore, era tutte queste cose e nessuna: soprattutto perché non è mai stato un accademico e non ha mai elaborato un sistema di pensiero coerente, limitandosi a riflessioni, annotazioni, considerazioni e massime.

Henry David Thoreau ritratto da Benjamin D. Maxham nel giugno 1856. © National Portrait Gallery / PD
Al grande pubblico Thoreau principalmente è noto per due opere: lo scritto autobiografico Walden ovvero Vita nei boschi, una riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura, diventato un caposaldo della filosofia di vita del ritorno alla natura; e il saggio Disobbedienza civile, in cui sostiene che è giustificabile non rispettare le leggi se vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo, divenuto a sua volta ispiratore di movimenti anarchici e ribelli.
Negli Stati Uniti peraltro è una figura molto conosciuta, probabilmente più che in Europa: non solo perché è considerato un padre della letteratura americana, ma anche perché con queste e altre opere ha ispirato la creazione delle prime riserve naturali (John Muir e Theodore Roosevelt erano suoi ammiratori) e influenzato moltissime personalità del mondo della politica e della cultura, da Gandhi a Martin Luther King, dagli scrittori della Beat Generation fino a Chris McCandless, il protagonista di Into the wild.
Eppure, scrive Di Chiro, «fare di Thoreau un passepartout universale, uno strumento ermeneutico in grado di decifrare, analizzare e spiegare fenomeni ed eventi della tarda modernità è un’operazione fallace e ingannevole. Quello che si dovrebbe fare è restituire Thoreau al suo tempo, resistendo alla tentazione di fare di lui un precursore di avvenimenti futuri e un profeta in grado di predire l’avvenire».
Ecco allora che in 250 pagine l’autore ripercorre la vita, i movimenti, il pensiero del filosofo con grande precisione e puntualità, andando oltre la citazione (spesso Thoreau è “più citato che letto”, scrive Di Chiro) e soffermandosi a leggere e soprattutto capire le due opere più conosciute così come tutte le altre. Spazio è dedicato anche al rapporto e allo scambio di idee con i tanti scrittori e filosofi del suo tempo, da Hawthorne a Emerson. Ne esce un saggio molto documentato, piacevole anche per lo stile semplice, godibile anche per i non addetti ai lavori, dove la filosofia di Thoreau viene indagata soprattutto alla luce del Trascendentalismo americano, che lui stesso contribuì a fondare.
“Il grano esce di notte. Vita e pensiero di Henry D. Thoreau”
di Antonio Di Chiro
252 pagine, 18 Euro
Piano B (2023)

L’immagine utilizzata in apertura s’intitola “Sunset on the river” ed è tratta da “Through the year with Thoreau” (1917) di Henry David Thoreau e Herbert Wendell Gleason. © U.S Library of Congress / PD
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