di Eugenia Mazzotti – redazione di Redact-us (*)
Quando parliamo di ambiente, l’attenzione solitamente si concentra sulla qualità dell’acqua, dell’aria e su altri parametri facilmente comprensibili, lasciando spesso in secondo piano il monitoraggio della biodiversità. La domanda, quindi, sorge spontanea: perché dovremmo preoccuparci di quantificare le specie animali e vegetali in un determinato ambiente?
Riccardo Falco, referente per la Fondazione Lombardia per l’Ambiente dell’Osservatorio Regionale per la Biodiversità della Lombardia, ce lo spiega con un’immagine chiara: «Il nostro pianeta è come un veicolo composto da centinaia di parti, ciascuna delle quali svolge un ruolo cruciale. Anche se la maggior parte di noi non ha la competenza per riconoscere il ruolo di ciascuna componente, tutti comprendiamo intuitivamente che la rimozione di una di queste parti può compromettere il corretto funzionamento dell’auto e l’importanza di affidare la manutenzione a un meccanico qualificato. Lo stesso concetto si applica al nostro pianeta, un sistema biologico complesso con milioni di specie che interagiscono tra loro: la perdita di una di queste specie dovrebbe destare preoccupazione tanto quanto la perdita di una componente di un veicolo, e l’introduzione di specie invasive dovrebbe essere allarmare quanto la sostituzione dell’olio motore con l’olio per friggere. Queste azioni possono causare danni significativi all’ecosistema e mettere a rischio la nostra sopravvivenza. Pertanto, è imperativo comprendere questa fragilità e investire nel monitoraggio e nella conservazione della biodiversità, proprio come ci prenderemmo cura della nostra auto».
L’Osservatorio è nato nel 2011 con l’obiettivo di monitorare la biodiversità del territorio. Coinvolgendo vari enti, tra cui l’ARPA e l’ERSAF (Ente Regionale dei Servizi Agricoli e Forestali), oltre a associazioni locali e organizzazioni specializzate come “odonata.it” per le libellule, “IOLAS” per le farfalle e “FIPSAS” per la pesca sportiva, il progetto ha raccolto dati su diverse specie e li ha integrati in un unico sistema.
«L’Osservatorio non si limita a raccogliere dati – continua Falco – ma promuove attivamente la consapevolezza, coinvolgendo direttamente i cittadini. Questo avviene attraverso la citizen science, un approccio in cui il pubblico generale, anche se non esperto, partecipa attivamente alla raccolta e all’analisi dei dati scientifici. In questo modo non solo aumenta il volume di dati disponibili, ma le persone vengono responsabilizzate nel cruciale compito di conservare la biodiversità».
I dati raccolti dall’Osservatorio Lombardia, a oggi quasi 500mila, vengono utilizzati per valutare l’impatto delle attività umane sull’ambiente e guidare le decisioni politiche.
«In mancanza di dati accurati, sarebbe come restaurare un’opera d’arte senza conoscerne lo stato originale. L’obiettivo è sviluppare politiche ambientali basate su una comprensione approfondita della situazione. Solo così sarà possibile proporre misure efficaci, come mitigazioni o compensazioni, o addirittura respingere progetti che potrebbero danneggiare l’ambiente».
In sintesi, i dati raccolti dall’Osservatorio garantiscono che le decisioni relative a Parchi, Regioni e valutazioni di impatto ambientale siano fondate su una conoscenza approfondita della situazione.
«La biodiversità – chiude Falco – rappresenta un elemento insostituibile all’interno di un sistema più vasto, con ogni specie che svolge un ruolo nel mantenere l’equilibrio dell’ecosistema. Grazie alla partecipazione del pubblico e alla collaborazione tra enti e associazioni, la citizen science svolge un ruolo fondamentale nella preservazione della biodiversità e, di conseguenza, nella salvaguardia del nostro pianeta. La consapevolezza è la chiave, e l’Osservatorio Lombardia dimostra come la collaborazione tra scienziati e cittadini possa essere il motore che mantiene in movimento la nostra “auto biologica” chiamata Terra».
(*) REDACT-US è una redazione di giovani che si occupa di tematiche ambientali, attivata grazie a un’iniziativa di Fondazione Lombardia Ambiente (FLA) e dell’associazione ToGether.
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