Le rane sono anfibi che tutti conosciamo, vivono sia in acqua corrente, sia in acqua stagnante. Quelle più comuni in Italia sono la Rana viridis e la Rana agilis, ma nel mondo ce ne sono tante e anche di bizzarre. Ne presentiamo cinque.
La rana marmorizzata

Il camuffamento ha raggiunto livelli incredibili e alcuni animali arrivano ad assomigliare a foglie, rami o pietre. Ci sono, però, specie che hanno pensato di mettersi al sicuro assomigliando a qualcosa di ben più indigesto di una foglia: l’escremento di un uccello! Con le sue macchie marrone-slavato e bianche, la rana marmorizzata (Dendropsophus marmoratus) sembra davvero un ricordino lasciato da qualche volatile di passaggio, che risulterebbe disgustoso al più disperato dei predatori.
Non è finita qui! Quando è colta di sorpresa, questa raganella nasconde un segreto nella sua parte ventrale: istantaneamente balza via mettendo in mostra la colorazione ventrale brillante e creando un effetto “flash” che disorienta l’assalitore, lasciandogli un’immagine mentale differente da quella che aveva un attimo prima.
Emanuele Biggi
Rana viola scoperta in India
È una nuova specie di rana, scoperta sui monti Ghati occidentali, in India. È stata chiamata Nasikabatrachus bhupathi per via del suo aspetto bizzarro. In sanscrito, la parola Nasika significa, infatti, naso. E lo strano naso – che ricorda quasi quello di un maiale – è la prima cosa che balza all’occhio guardando questa rana. Si tratta di una specie davvero unica che conferma come ci sia ancora tanto da scoprire riguardo al mondo degli anfibi. La rana viola frequenta i corsi d’acqua solo durante la stagione dell’accoppiamento, mentre passa la sua vita adulta essenzialmente sotto terra. La sua lunga lingua servirebbe a catturare formiche e termiti anche da sotto terra, permettendo così alla rana di nutrirsi senza mai dover uscire alla luce del sole.
Marta Frigerio
Rana di Lataste, l’anfibio padano
La (Rana latastei) appartiene al gruppo delle cosiddette rane rosse, caratterizzate da dimensioni medio-grandi, toni dorsali bruno-ocra, una tipica macchia temporale-timpanica scura e abitudini per lo più forestali. L’ambiente elettivo di questa specie è il Querceto misto di pianura, con ricco sottobosco ed elevato grado di umidità. La Rana di Lataste è una specie che conduce vita prevalentemente terricola trascorrendo i periodi sfavorevoli sottoterra; usa rifugiarsi sotto gli accumuli di vegetali deperienti e in vari rifugi sotterranei, entro i quali seguita a nutrirsi. È una specie endemica della Pianura Padana.
Paolo Roccaforte
La rana-muschio e l’arte di sparire
In genere gli anfibi hanno due strategie di sopravvivenza: nascondersi bene o essere velenosi e farlo notare. La rana-muschio adotta la prima soluzione. Theloderma corticale è una rana di medie dimensioni originaria di alcune valli nel nord del Vietnam, dove vive nei pressi dell’entrata di grotte naturali. In questo tipo di habitat, molto ricco di muschi e licheni, assomigliare a un ciuffetto verde, con tanto di pliche e bitorzoli cutanei per aumentare l’effetto 3D è una mossa vincente. Gli occhi stessi, che potrebbero svelare il trucco al predatore, sono tenuti chiusi durante il giorno e caratterizzati da striature e macchie che li rendono meno visibili.
Emanuele Biggi
Le rane cornute usano le creste per mimetizzarsi
Quando le possibilità di incontrare una preda non sono molte, bisogna essere in grado di catturare tutto quello che capita a tiro. Per questo le rane Ceratophrys, attive per pochi mesi all’anno nella stagione delle piogge, si lanciano su tutto quello si muove: insetti, ragni, lucertole e rane. Vi chiederete a cosa servano le corna in una rana che fa una vita di questo tipo… In realtà, più che di corna si tratta di vistose creste sopra gli occhi, un adattamento per nascondere il profilo dell’animale e renderlo più difficile da individuare nel suolo della foresta, ricoperto di foglie morte. Questa rana è, infatti, un predatore d’agguato che cerca di muoversi il meno possibile, arrivando a seppellirsi parzialmente nel terreno per migliorare il proprio camuffamento. Lascia fuori solo la testa, pronta a scattare in avanti, con gli occhi in posizione sopraelevata per tenere sotto controllo quanto accade nei dintorni senza doversi muovere.
Francesco Tomasinelli
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