L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 21 marzo “Giornata Mondiale dei ghiacciai” (World Day for Glaciers). Una ricorrenza per sensibilizzare sull’importanza di questi ambienti che ricoprono circa il 10% della superficie terrestre e ospitano una biodiversità unica.
Questa Giornata si inserisce nel quadro di iniziative internazionali più ampie, tra cui l’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai (2025) e il Decennio d’azione per le scienze criosferiche (2025–2034), che mirano a promuovere la ricerca, i sistemi di osservazione e le risposte politiche relative alla criosfera in rapida evoluzione.
Il ghiacciaio della Val Senales
In questa giornata dedicata ai ghiacciai, andiamo a scoprire uno dei più noti dell’arco alpino anche perché luogo di ritrovamento della mummia più antica del mondo: Ötzi.
La mummia fu rinvenuta tra le cime della Val Senales nel 1991 ed è conservata al Museo archeologico dell’Alto Adige a Bolzano, all’interno di una cella frigorifera appositamente progettata. Sul luogo del ritrovamento c’è la piattaforma dedicata a Ötzi, dalla quale si gode di un meraviglioso panorama a 360° su tutta la regione. Questa costruzione si chiama Iceman Ötzi Peak, è posta a 3.251 metri sulla cima Croda delle Cornacchie (Grawand), dalla quale si possono ammirare 126 vette sopra i 3000 metri appartenenti a 3 diverse nazioni (Svizzera, Italia e Austria).
Un’altra installazione, “Our Glacial Perspectives” dell’artista danese Olafur Eliasson, si trova sempre sul Grawand, a oltre 3.200 metri ed è raggiungibile a piedi dalla stazione a monte della Funivia del Ghiacciaio, percorrendo un sentiero di 400 metri. Lungo il tragitto, si incontrano 9 portali che rappresentano la durata delle ere glaciali, mentre, al termine del percorsosi trova una grande sfera chiamata Pavillon, utilizzata anche come strumento astronomico.
La salvaguardia del ghiacciaio
La Val Senales sta contribuendo alla salvaguardia del ghiacciaio, contrastandone il ritiro. Per la sua conservazione vengono investiti molto lavoro e molto denaro e ogni primavera sono prodotti oltre di 250.000 m³ di neve artificiale, distribuiti sul ghiacciaio o raccolti in riserve. Quest’ultime, insieme a gran parte dell’area del ghiacciaio, circa 7 ettari, sono poi ricoperti con i cosiddetti “geotessili” durante i mesi estivi. La neve artificiale viene stesa sull’area da coprire; teloni di 70×5 metri sono srotolati, cuciti insieme a mano con una macchina e fissati con pesi in modo che i teloni non scivolino. Questi teloni contribuiscono ad aumentare l’effetto albedo e, quindi, riducono in modo dimostrabile lo scioglimento del ghiacciaio, facendo scomparire la neve artificiale prima che il ghiacciaio venga intaccato. Una parte di quest’acqua da fusione viene poi restituita al ciclo naturale dell’acqua stessa. Il resto viene utilizzato per generare elettricità verde per il funzionamento degli impianti.
Scoprire il ghiacciaio, a piedi, con le ciaspole o con gli sci
L’escursione più spettacolare è quella alla grotta di ghiaccio, a circa 2.800 metri. All’interno c’è molta luce e le pareti sono talmente lisce che sembrano create artificialmente. Stalattiti di ghiaccio lunghe alcuni metri pendono dalla volta centrale e le pareti brillano di vari colori.
Più impegnativa la “Ötzi Glacier Tour” escursione per sci alpinismo presso il luogo del ritrovamento di Ötzi al Giogo di Tisa, a 3210 m s.l.m. di quota. Si sale sul ghiacciaio in funivia. Dalla stazione a monte, Grawand (3.205 m) si prosegue attraverso il Ghiacciaio Giogo Alto (2.800 m), fino alla Croda Nera e al giogo Hauslabjoch (3.280 m). Quindi, discesa con gli sci fino al Giogo di Tisa (3.210 m) dove fu ritrovata la mummia di Ötzi.
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