Di ritorno da qualche giorno trascorso a Venezia, col cuore ancora colmo dello splendore colto, mi interrogo sul senso della bellezza. È un concetto assoluto o può cambiare secondo i contesti e le sensibilità di ciascun individuo? Sta davvero negli occhi di chi guarda?
Si possono arrischiare solo timide risposte. La bellezza sta negli occhi di chi sa osservare, perché a uno sguardo stanco e appannato sfuggirebbero non soltanto le più delicate sfumature, ma persino i capolavori immortali. Attraverso un’opera d’arte l’artista partecipa alla generazione dell’eterno e l’osservatore che ne riconosce il valore si fa carico a sua volta di una verità non contingente.
Dal ponte degli Scalzi indugio sul panorama. La memoria recupera alcuni passaggi di Se Venezia muore, raffinato saggio di Salvatore Settis: «È diventato di moda, in questi anni rovinosi e guasti, ripetere come una giaculatoria che la bellezza salverà il mondo». Già, ma quale bellezza? Forse il principe Myskin, il protagonista dell’Idiota, avanza un’idea simile perché è innamorato; e d’altronde la bellezza di Aglaja Ivanovna «può mettere il mondo sottosopra».
La bellezza evocata dal principe è sopra di noi, è qualcosa a cui ci si consegna senza indugi, innamoramento o preghiera. «Altra cosa è la bellezza delle città e dei paesaggi». Denuncia Settis che «abbandonarsi alla bellezza non basta (non è bastato mai)». Non è servito alla smemorata Atene, che dopo i marmi del Partenone e le sculture di Fidia, dopo Eschilo, Sofocle, Euripide e Pericle, finì col perdere ogni memoria di se stessa.
La bellezza dunque non è salvifica di per sé. «Va coltivata dai vivi ogni giorno se vogliamo che qualcosa ne resti». Va difesa dagli oltraggi, dalla volgarità, dall’opportunismo. Affiora lieve un’altra possibile risposta. La bellezza appartiene all’anima. Quando c’è non ha neppure bisogno di essere definita. Si spande in ogni direzione, contagia, innerva, nutre. Riconoscerla significa anche ridestare dal profondo il senso civico dell’appartenenza, condizione essenziale di chi crede nella vita. «La bellezza non salverà nulla e nessuno, se noi non sapremo salvare la bellezza».
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