Per chi viene dalla fotografia terrestre, come me, l’ingresso nel mondo subacqueo può essere spiazzante: la luce si comporta in modo diverso, i colori scompaiono con la profondità, la visibilità cambia nel giro di pochi metri e anche le distanze sembrano ingannare. Ogni volta che torno in acqua, dopo un lungo periodo di pausa, mi capita spesso di ripetere gli stessi errori. Anche se i principi di base restano simili, per scattare nell’elemento liquido non basta adattare le abitudini della fotografia di superficie: bisogna sviluppare un nuovo modo di fotografare, con una serie di verifiche da tenere sempre a mente prima dello scatto.
Il volume di Pietro Formis e Marco Colombo mi è piaciuto proprio perché sembra pensato per queste esigenze. Dopo una parte iniziale di richiamo alla tecnica fotografica, il libro entra nel vivo con un approccio molto pratico e operativo.
Tra gli strumenti più utili ci sono i frequenti rimandi al posizionamento delle luci, accompagnati da schemi chiari e immediati. Nella fotografia subacquea la posizione di flash e fari è spesso decisiva: può valorizzare un soggetto o, al contrario, trasformare l’immagine in una nuvola di riflessi e sospensione. Gli schemi aiutano a capire dove collocare gli illuminatori in base al tipo di scena, in modo spesso diverso da quello previsto per la fotografia ravvicinata a terra.
Il libro è utile anche per la varietà delle situazioni affrontate. Non si limita alla classica immersione tropicale o alla fotografia di barriera corallina, ma apre lo sguardo su molti contesti diversi, comprese le acque dolci con condizioni di visibilità limitata, spesso trattate troppo poco nei manuali.
Le indicazioni su attrezzatura, luce, composizione e impostazioni sono sempre legate a casi reali, con immagini nate dall’esperienza sul campo. Si avverte il lavoro di due autori abituati non solo a scattare, ma anche a cercare i soggetti, interpretarne il comportamento e costruire l’immagine migliore per raccontare la storia naturale delle specie ritratte.
Molto interessante anche la parte finale con le interviste (e la bibliografia, davvero dettagliatissima), che allarga il libro oltre la dimensione del manuale. Le voci dei sette fotografi consultati, ciascuno con una vocazione particolare, permettono di confrontare stili, approcci e sensibilità diverse. È una scelta felice, perché ricorda che non esiste un solo modo di fotografare sott’acqua, ma molti linguaggi possibili per raccontare una grande varietà di storie.
“Fotografia subacquea. Tecniche e strumenti per ritrarre il mondo sotto la superficie dell’acqua”
di Pietro Formis, Marco Colombo
224 pagine, 35 Euro
Apogeo, 2026
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