Venerdì 17 novembre 2023 il pianeta ha battuto un altro inquietante record: secondo i dati diffusi dal Copernicus Climate Change Service dell’Unione Europea è stato il primo giorno in cui la media delle temperature globali ha superato la soglia dei 2 °C in più rispetto alle temperature medie dell’era preindustriale. Una soglia che, secondo gli scienziati del clima, se diventasse la norma potrebbe avere conseguenze disastrose.
Questo dato pone il traguardo di contenere l’aumento globale della temperatura in questo secolo entro i +1,5 °C, come auspicato dalla Conferenza di Parigi del 2016 e come dibattuto anche nella Cop28 di Dubai, un obiettivo già superato, quando ancora non è stato concordato!
Ciò non significa che gli sforzi per limitare il riscaldamento globale siano falliti e che non si debba continuare a lavorare; non ancora, almeno. Le temperature dovrebbero innalzarsi oltre il limite di 2 gradi per mesi e anni prima che gli scienziati lo considerino superato in modo stabile.
Ma è un segnale impressionante del fatto che il clima si sta muovendo in un territorio inesplorato, secondo tempi e modalità che sempre di più sfuggono ai modelli e alle previsioni dei climatologi e con un’accelerazione del fenomeno persino maggiore di quella che si prevedeva, stante questo ritmo di emissioni di gas climalteranti da parte degli esseri umani che non accenna a rallentare, nonostante le belle parole della politica.
Tra l’altro sembra non si voglia considerare anche il fatto secondo il quale se anche smettessimo subito di immettere diossido di carbonio e altri gas serra in atmosfera ci vorrebbero anni (si stima oltre un decennio) perché le temperature smettano di crescere, si stabilizzino e poi nel tempo inizino a calare.
Come ha poi dichiarato Zeke Hausfather, scienziato del clima di Stripe e Berkeley Earth, in un messaggio al Washington Post: «Sebbene non si debba dare troppa importanza a un singolo giorno sopra i 2 °C, è comunque un segnale sorprendente del livello di temperature globali estreme che stiamo vivendo nel 2023». Che non a caso sarà l’anno più caldo da quando vengono attuati questo tipo di rilevamenti, battendo il pur torrido 2016.
Insomma, la situazione sta diventando sempre più critica, soprattutto perché i “grandi” della Terra non sembrano volere affrontare davvero in modo deciso e unito il problema, preferendo investire risorse più negli armamenti che nelle azioni per il contenimento delle emissioni climalteranti.
Come forse saprete, secondo gli scienziati un riscaldamento globale superiore al grado e mezzo (e ormai siamo a una media stabile di +1,3 +1,4 °C) potrebbe avere effetti molto difficili da gestire per le nostre società umane, che dovrebbero modificarsi profondamente per adattarsi. Oltre i due gradi di incremento entreremo, invece, in un territorio sconosciuto: tanto da non sapere se il pianeta ci permetterà di costruire società complesse ancora simili a quelle attuali e con stili di vita paragonabili a quelli di oggi.
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