Tra la Val d’Arno varesina e la Valle Olona, nel Varesotto, Cassano Magnago racconta una storia che attraversa i secoli, in un paesaggio di transizione tra l’alta pianura lombarda e le prime colline prealpine. Le testimonianze archeologiche documentano le antiche frequentazioni del territorio, mentre l’ex chiesa di San Giulio, con le sue fondazioni storiche e gli affreschi emersi durante i restauri, e la chiesa medievale di Santa Maria del Cerro, ne custodiscono il patrimonio storico e religioso.
È in questo contesto che nasce Terradesa, un ambizioso progetto di viticoltura di Erica Battaglioli e Carlo Cioci, che introducono una sperimentazione legata alle caratteristiche del territorio e alle prospettive di una produzione più sostenibile. Il progetto si estende a Mezzomerico, nelle Colline Novaresi, dove l’azienda ha acquisito una vigna storica con oltre vent’anni di età, mettendo in relazione due aree vicine, ma con differenti storie viticole.
Dialogo tra due territori
A Cassano Magnago il vigneto è dedicato alle varietà PIWI, selezionate per la loro resistenza. Progettato con l’enologo Mario Falcetti secondo una geometria esagonale, ospita varietà come Solaris, Souvignier Gris, Prior, Kanthus e Johanniter.
La prima microvinificazione del Solaris della vendemmia 2026 rappresenta un banco di prova per comprendere come queste uve possano esprimersi nel contesto pedoclimatico locale.
Nelle Colline Novaresi, invece, la produzione si confronta con una tradizione enologica consolidata, legata a vitigni come Nebbiolo, Vespolina, Barbera ed Erbaluce. Il dialogo tra i due territori diventa così l’occasione per osservare come varietà, ambiente e storia produttiva concorrano a definire identità enologiche differenti.
Terradesa completa il progetto con l’ospitalità in camere ricavate in un edificio Liberty e spazi dedicati alle degustazioni. Il vino diventa così uno strumento per conoscere i luoghi, valorizzarne le peculiarità e costruire nuove occasioni di incontro tra produzione e territorio.
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