Ricordare il passato per vivere il futuro e non compiere i medesimi errori. Se c’è un posto dove il passato si presenta in tutta la sua brutalità, da non rivivere, è l’Altopiano di Asiago, detto anche “dei Sette Comuni”, con i suoi memoriali e i forti che hanno vissuto in prima persona la terrificante prima guerra mondiale.
Tra questi è immancabile per le emozioni che suscita, sia positive per la bellezza dei paesaggi, sia negative per le tragiche storie di cui è stato testimone, è senza dubbio il Monte Cengio.
Partiamo dal Piazzale dei Principi di Piemonte, comune di Cogollo del Cengio (1.286 m/slm) e imbocchiamo il sentiero a sinistra seguendo il cartello “651 Monte Cengio”. Quasi subito comincia il viaggio nella storia, accompagnati da numerosi pannelli didattici che narrano della battaglia avvenuta su queste alture: considerata strategica, tra il 29 maggio ed il 3 giugno 1016 questa zona fu teatro di violenti scontri tra austriaci e italiani e si registreranno, alla fine, 10.264 uomini tra caduti e dispersi.
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
Tutto il percorso è ben indicato dai cartelli e i bivi che si incontrano propongono solitamente varianti non fondamentali. Dopo la galleria Cannoniera, per esempio: a destra si sale a un sistema di trincee per poi scendere in galleria; a sinistra si attraversa un primo cunicolo e dopo un tratto aperto e panoramico si giunge a un varco di grandi dimensioni che si ricollega alle trincee di destra.
Dopo, percorriamo un lungo tratto di galleria buia dove è meglio avere una fonte di luce, fosse anche solo la torcia dello smartphone, e a metà strada uno stretto passaggio a sinistra ci porta a quella che era la cisterna e dove ci affacciamo sulla valle sottostante per un ulteriore punto di vista. Terminata la lunga galleria ci troviamo a percorrere una strada a picco letteralmente tagliata nella roccia. Un passaggio esposto ma largo e sicuro, delimitato da mancorrenti di metallo, con un effetto di grande suggestione che si snoda pianeggiante seguendo le curve della montagna puntando in direzione della chiesa Granatieri di Sardegna.
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
In prossimità della chiesetta si trova un ulteriore bivio e noi andiamo a sinistra, in discesa. Il suggestivo passaggio intagliato nella roccia passa proprio sotto la chiesa, entra in galleria (1.213 m/slm) e si “avvita” su se stessa per prendere quota. Segue quindi un altro passaggio emozionante a strapiombo che porta ad aggirare la cima vera e propria, individuabile dalla croce sopra di noi, per raggiungere uno spettacolare intaglio nella roccia, chiamato il Salto del Granatiere, in cui ci si infila letteralmente.
Un’ultima galleria, illuminata, era il centro comando e posto di primo soccorso durante la battaglia del 1916 e ci porta al Piazzale Pennella dove si trovano vari cartelli, tra cui quelli che indicano le cime e le località circostanti.
La sterrata a sinistra in salita ci introduce alla Zona sacra del Monte Cengio (1.354 m/slm) dove si trovano un altare e la grande croce intravista in precedenza, una vista panoramica sulla Val d’Astico e la pianura vicentina, oltre che vedere dall’alto la strada intagliata nella roccia appena percorsa.
Tornati indietro al piazzale Pennella, la sterrata in discesa ci porta gradualmente alla cappella eretta a ricordo dei Granatieri di Sardegna. Curioso il monumento che si trova lì accanto: è stato costruito utilizzando resti di reticolati e metallo recuperato dalla battaglia e si riconoscono facilmente le schegge di granate. Poco dopo giungiamo al Piazzale Granatieri dove si trova un rifugio e dove comincia l’asfalto e dove è possibile riprendere, verso destra, il sentiero che riporta ai camminamenti per ripercorrerli, oppure seguire la strada asfaltata che in un chilometro circa ci riporta al piazzale di partenza.
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
Al termine, non può mancare una visita ad Asiago, dominata dall’enorme Sacrario militare che custodisce le salme di 55 mila soldati, d’ambo le parti, caduti durante la Grande Guerra. Grande, perché poi chiamarla così? le guerre continuano, purtroppo, ad esserci, e come si fa a giudicarle dalle dimensioni che hanno? Ma questo è lo scopo di un memoriale, ricordarci che la pace può essere effimera, e sta alla volontà degli uomini mantenerla in vita. È un obbligo morale salire a questo sacrario, percorrerne i larghi corridoi scanditi dai nomi, e nomi, e nomi…
Note
Dati anello
Lunghezza: 4 km
Dislivello: 190 m
Tempo al netto delle soste: 1 h 30 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo
Attenzione: meglio non percorrere il tratto delle passerelle durante forti piogge e temporali che potrebbero ingrossare improvvisamente la cascata.
Link utili
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
- Monte Cengio. © F. Voglino/A. Porporato
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