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PERCORSO NATURALISTICO

Tra vigne e silenzi: la rinascita naturale di Isolabella nelle Langhe astigiane

Un progetto naturalistico ambizioso per vivere il territorio in modo più profondo

Tra vigne e silenzi: la rinascita naturale di Isolabella nelle Langhe astigiane
Vista su Borgo Isolabella nel cuore delle Langhe. © Isolabella della Croce

Redazione Redazione 4 ore fa

Nel cuore più intimo e silenzioso delle Langhe astigiane, dove le colline si rincorrono come onde morbide e il tempo sembra rallentare, esiste un luogo che racconta una storia fatta di natura, memoria e rinascita. Isolabella, nel comune di Loazzolo, non è soltanto un borgo: è un respiro profondo della terra, un angolo autentico dove boschi e vigneti convivono in un equilibrio antico, offrendo scenari di rara suggestione.

Qui la natura non è un contorno, ma la vera protagonista. I filari di vite si intrecciano con querce maestose, mentre le praterie si accendono nei mesi più caldi grazie alla fioritura spontanea di orchidee selvatiche. È un paesaggio vivo, capace di sorprendere chi sa osservare.

Isolabella

I paesaggi durante il trekking a Borgo Isolabella. © Isolabella della Croce

Nuovo percorso naturalistico

In questo contesto prende forma un progetto naturalistico ambizioso, guidato dall’ornitologo Marco Mastrorilli, già progettista del “Sentiero dei gufi”.

Nei primi mesi di ricerca, il monitoraggio ha già restituito dati significativi: presenza di zigolo nero, tottavilla, rampichini, cincia dal ciuffo, upupa, oltre a specie notturne come assioli e allocchi. Un patrimonio che conferma l’elevata qualità ambientale del territorio.

Il nuovo percorso naturalistico, previsto tra la fine di quest’anno e il prossimo, nascerà proprio qui, trasformando l’osservazione della fauna in un’esperienza immersiva. Non solo camminare, ma entrare in relazione con un ecosistema complesso, dove ogni suono racconta una storia.

Assiolo

Assiolo. © Luca Avanzini

Iniziative ed escursioni guidate

Fondamentale è il ruolo degli arbusti spontanei: rosa canina, rovo, orniello, berretta da prete, sambuco, ligustro e viburno. Elementi chiave per la biodiversità, offrono rifugio e nutrimento, creando un habitat ideale per uccelli e micromammiferi.

Grazie alle fototrappole, la ricerca ha rivelato anche una presenza sorprendente di mammiferi: il capriolo è molto comune, accanto a popolazioni abbondanti di cinghiali. Presenti anche volpi, tassi, faine e persino il lupo. Popolazioni ben insediate, oggi oggetto di monitoraggio continuo.

Il progetto è un vero laboratorio a cielo aperto, dove conservazione, ricerca e fruizione si intrecciano. Non solo un sentiero, ma una visione: valorizzare l’identità naturalistica del territorio.

Già oggi l’area è in parte visitabile, tra sentieri nel bosco e percorsi tra le vigne. Seguendo i social della tenuta si potranno scoprire iniziative ed escursioni guidate, anche notturne, con Marco Mastrorilli. Tra gli appuntamenti più attesi, una serata speciale il 10 agosto, per la notte delle stelle.

Isolabella della Croce

La cantina. © Isolabella della Croce.

Isolabella è un luogo sospeso tra cielo e vigna

Questa visione nasce da una volontà precisa, sostenuta dal patron della tenuta Isolabella della Croce, realtà dalle molte anime. La storia affonda nell’Ottocento con Egidio Isolabella, visionario creatore di liquori e vermouth di grande raffinatezza, fino all’iconico Isolabella High-Life.

Dopo la distruzione dello stabilimento nel 1943, il legame con la terra si riaccende nel 2001, quando la famiglia sceglie Loazzolo per una nuova avventura agricola. Oggi l’azienda produce circa 100.000 bottiglie l’anno, tra vitigni storici e varietà internazionali.

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Fare vino qui è una sfida: pendenze estreme, rese contenute, viticoltura coraggiosa. Il rispetto per la natura diventa il filo conduttore di tutto, dalla qualità del vino alla tutela dell’ambiente.

Il progetto naturalistico è l’evoluzione di questo percorso: non solo produzione, ma anche restituzione. Un’esperienza immersiva, autentica, che unisce emozione e consapevolezza.

Nei paraggi, in pochi minuti di auto, potrete anche visitare borghi storici come Canelli e Santo Stefano Belbo dove nacque Cesare Pavese.

Isolabella è un luogo sospeso tra cielo e vigna, dove ogni dettaglio racconta qualcosa. Un invito a vivere il territorio in modo più profondo, lasciandosi guidare dalla sua bellezza discreta.

E forse è proprio questo il senso più vero: riscoprire il valore delle cose semplici e portare con sé non solo un ricordo, ma un’emozione che resta.

Picchio verde

Picchio verde femmina. © Claudio Crespi

 

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