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Tutto sui fulmini: perché si generano, quanto sono pericolosi e come comportarsi

Tutto sui fulmini: perché si generano, quanto sono pericolosi e come comportarsi

Gianluca Grossi Gianluca Grossi 2 Ago 2017

Le percentuali sono infinitesimali, tuttavia quando scoppia un temporale il pensiero non tralascia l’ipotesi più infausta: quella di vedere una saetta piombare su di noi fulminandoci. In India, poche ore fa, un evento monsonico particolarmente potente ha causato la morte di undici persone, quasi tutti contadini. E nel mondo ogni anno il fenomeno riguarda più di mille persone. Fulmini e saette sono uno degli eventi più tipici della stagione estiva; se ne contano 44mila al giorno (su tutto il pianeta). Ma di cosa si tratta esattamente, e quali sono i reali rischi?

Come si generano i fulmini

Un fulmine si origina per la presenza di cariche negative nella parte più bassa di una nube temporalesca, di solito un cumulonembo, con grande sviluppo verticale; le cariche negative sono figlie dell’interazione che si instaura fra particelle di acqua e cristalli di ghiaccio. In risposta si generano al suolo delle cariche positive che preludono a una differenza di potenziale; che potrà essere compensata solo con una potente scarica elettrica.

I fulmini possono interessare anche gli aerei, le tempeste di sabbia e le eruzioni vulcaniche. E arrivare a una produzione energetica compresa fra dieci e duecento kiloampere. Lo scompenso elettrico che ne deriva, provoca il caratteristico tuono che, per via della minore velocità del suono rispetto alla luce, si percepisce con un po’ di ritardo. Immediatamente la temperatura dell’aria raggiunge nel punto di impatto i 15mila gradi centigradi. La lunghezza di un fulmine può, dunque, arrivare a quindici chilometri, con punte medie di due-tre chilometri.

Cosa è meglio fare (e cosa evitare)

I fulmini sono particolarmente minacciosi in montagna. Ma in generale riguarda tutti i luoghi molto esposti, specialmente dove c’è presenza di acqua (che conduce elettricità). È un composto polare, nel quale gli atomi di ossigeno assumono una parziale carica negativa, in contrapposizione a quelle positive degli atomi di idrogeno.

Con ciò non sono risparmiate le spiagge. Non è necessario aspettare la pioggia prima di correre ai ripari, perché spesso fulmini e saette precedono le precipitazioni. In generale la raccomandazione è quella di mantenersi distanti da pali e alberi (vere e proprie calamite per i fulmini). E occorre evitare tutto ciò che favorisce la conducibilità elettrica.

Per i esempio gli oggetti metallici. In caso di forte temporale conviene togliere anelli, collane, orecchini. E mantenersi distanti dai cavi elettrici. In montagna è opportuno fermarsi, possibilmente nascondersi in qualche anfratto, per esempio una grotta; ma anche una costruzione o un rudere possono proteggere con successo dalla furia del cielo estivo. Anche in casa conviene prendere qualche provvedimento; e non utilizzare computer, televisione ed elettrodomestici.

Ma ci sono anche posti sicuri, come la fusoliera di un aeroplano o l’abitacolo di un’automobile. Si comportano come una gabbia di Faraday che isolano gli ambienti dal campo elettrostatico, impedendo ai suoi occupanti di venire a contatto con le scariche elettriche.

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