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CASTELLO DI MONTEMAGNO

Un gioiello del Monferrato

Un gioiello del Monferrato
Le mura del castello di Montemagno. © Cesare De Ambrosis

Cesare De Ambrosis Cesare De Ambrosis 22 Ott 2020

Il Monferrato è un’area collinare del Piemonte posta subito a Sud della Pianura Padana e del corso del Fiume Po. Rappresenta, per chi abita nelle sue vicinanze, la versione nordista del Chianti in Toscana: piccoli borghi caratterizzati da chiese e castelli posti sui cucuzzoli delle colline, mentre ampi vigneti ordinati ne rivestono le pendici. Quasi ovunque s’incontrano piccoli ristoranti di grande tradizione e ottima cucina. Una ragnatela di stradine che si arrotolano intorno a ogni montagnola fanno la gioia di ciclisti e motociclisti. A differenziarlo dalle ben più famose colline toscane almeno tre caratteristiche balzano all’occhio:

  • la crescente coltivazione di alberelli di nocciolo, piantati ormai ovunque in Monferrato;
  • la presenza dell’immancabile piazza rettangolare delimitata da un alto muro, nel centro di ogni paese, dove ancora oggi si svolgono sfide di tamburello (o pallatamburello);
  • l’imponente mole delle vicine Alpi, che riempie la vista ogni volta che si getta lo sguardo verso Nord.
vista su viarigi

Vista su Viarigi. © Cesare De Ambrosis

Il castello di Montemagno

Tra i tanti paesi caratteristici del Monferrato, uno da non mancare è Montemagno. Questo antico borgo si distingue da lontano per la sagoma del suo bel castello medievale che svetta sul resto dell’abitato.

Le prime notizie di questa fortificazione datano anno 981. In origine si trattava di un mastio circondato da un muro e da un fossato.

Col passare dei secoli il castello è stato ingrandito mentre i signori di Montemagno aumentarono d’importanza alleandosi con la vicina Asti. Da quel momento, la sorte del castello dipese dagli esiti delle guerre tra il Marchese del Monferrato e Asti. Infatti, nel 1269 venne parzialmente distrutto e nel 1290 letteralmente raso al suolo.

Ricostruito nel ‘300, il castello fu coinvolto nel conflitto tra Guelfi e Ghibellini in Asti. Nel secolo successivo, condividendo l’alleanza tra i Visconti e i Savoia, Montemagno giurò fedeltà ai duchi di Savoia.

Nel ‘500, da quando l’imperatore Carlo V consentì l’annessione del Monferrato al Ducato di Mantova, il castello passò da una famiglia a un’altra. In successione appartenne ai Della Cerda, agli Ardizzi, ai Callori, ai Griselli, ai Sanseverino, ai Cavalchini, per terminare nelle mani dei conti Calvi di Bergolo a cui ancora oggi appartiene.

Guardandolo dall’esterno ci appare un sobrio castello medioevale a pianta irregolare. Si possono facilmente rilevare le strutture più antiche e le successive opere di ricostruzione. I muri della scarpa, in alcuni punti altissimi, per assecondare l’elevarsi del terreno sul quale poggia l’edificio sono, in gran parte, ciò che rimane del primitivo castello che doveva essere un fortilizio più che una residenza signorile.

vista di montemagno

Montemagno. © Cesare De Ambrosis

Al principio del secolo XIV, furono aggiunte le belle finestre ad arco acuto, con il giro policromo, in cotto e tufo alternati, secondo l’uso astigiano, e la ricchissima e ampia fascia di corona, che si ripete anche in cima alle torri, nella quale predominano un giro di archetti pensili e più strisce di scacchi, e gli altri fregi in cotto, eseguiti con cura, a fogliami e viticci, e parte della merlatura, a coda di rondine.

Durante il XVIII secolo gli architetti aprirono le finestre rettangolari, costruirono i balconi, rifecero, imitandolo, ciò che era crollato, e sistemarono l’interno. Risale al medesimo periodo la corte ellittica interna, d’aspetto ben più lezioso, rispetto all’austero esterno. Personalmente ho potuto ammirarla soltanto in fotografia, dato che il castello è privato e non è visitabile se non in alcune occasioni particolari.

vista di montemagno (2)

Montemagno. © Cesare De Ambrosis

Oltre al Castello, Montemagno offre altre bellezze al visitatore: la Piazza San Martino chiusa dalla scalinata che porta alla Chiesa di San Martino e Stefano. Nei pressi del cimitero, l’abside e il campanile della romanica chiesetta di San Vittore. Nel centro del paese s’incontra la classica piazza rettangolare cinta da un lato da un alto muro e dall’altro bordata di tigli, dove si svolgono le partite di tamburello. L’intero paese è avvolto da una romantica atmosfera d’altri tempi e nasconde antiche case e fascinosi cortili per lo più chiusi da alti muri.

chiesa di san martino

Chiesa di San Martino. © Cesare De Ambrosis

 

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