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Viaggi e outdoor
Italia
PARCO ALPE VEGLIA-DEVERO/PRIMA PARTE

Una ricca rete di sentieri, dal pascolo alla torbiera

Una ricca rete di sentieri, dal pascolo alla torbiera
Il Lago di Devero, bacino naturale adagiato in una conca a monte dell’Alpe Devero. © F. Tomasinelli

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 1 Set 2020

Al confine con la Svizzera, il Parco Alpe Veglia-Devero si snoda tra alpeggi, specchi d’acqua e zone umide particolarissime.

La porzione settentrionale del Parco dell’Alpe Veglia-Devero è una vasta distesa di montagne, che in alcuni casi superano i 3000 metri, a breve distanza dalla Svizzera.

Poco più a Sud si trova il piccolo villaggio dell’Alpe Devero, una manciata di case in una piana umida, attraversata da piccoli corsi d’acqua e circondata dalle creste del Monte Croce e del Pizzo Stange che superano i duemila metri di altitudine.

Da qui partono una serie di sentieri che conducono agli alpeggi di quota. L’acqua è l’elemento ricorrente nel percorso suggerito, che consente di esplorare i laghetti alpini del versante Est dell’Alpe Devero e di raggiungere uno splendido punto panoramico sopra il grande lago di Devero.

Ma, più di molti altri luoghi nella Alpi, questo tratto del Parco nasconde piccole zone umide e torbiere di grande valore, rese ancora più preziose dalle belle vedute sulle montagne che le circondano.

Il percorso

Il sentiero si avvia dalla piana dell’Alpe Devero (1638 m), con il suo contorno di montagne rivestite alla base di larici. Il tracciato, denominato GTA-SI, sale dolcemente su una strada sterrata, in un’alternanza di piccoli boschi di larice e praterie con belle vedute sul torrente che scende dal Lago di Devero.

All’inizio dell’estate questi pendii soleggiati si riempiono di farfalle come le grandi apollo, dalle ali bianche a chiazze rosse e nere, e le più piccole e numerose Erebia.

In circa mezz’ora si arriva al piccolo villaggio di Crampiolo (1767 m). Raggiungibile solo con questa strada sterrata, è un minuscolo borgo montano, adagiato in una piana attraversata dal Torrente Devero, alimentato dall’omonimo lago. È talmente pittoresco e ben conservato da sembrare il set di un film: piccole case di sasso con i tetti acuti rivestiti di tegole in pietra, grandi vasi di convolvoli alle finestra, neanche un metro quadrato di asfalto e divieto di accesso alle automobili. Vale davvero la pena di fermarsi a dormire e a mangiare da queste parti, dove il tempo sembra realmente essersi fermato a secoli fa.

Crampiolo

Il borgo di Crampiolo, una manciata di case in pietra lungo il torrente Devero. © F. Tomasinelli

Il tratto successivo di sentiero prevede un tracciato più impegnativo (segnavia W, quando visibile) che sale serpeggiando verso i Laghi di Sangiatto. Salendo di quota gli alberi – che sono in massima parte larici – si diradano sempre di più, regalando bellissimi panorami sul Pizzo Fizzo e sul Pizzo di Ton.

Il primo dei due Laghi di Sangiatto (1982 m) che si raggiunge, quello Inferiore, è una conca di meno di un ettaro di estensione, che all’inizio dell’estate si riempie di girini di rana temporaria. La vegetazione palustre rende ancora più suggestiva la pozza, dove vale la pena fermarsi un po’ ad osservare la fauna locale. Le marmotte hanno numerose gallerie con lo sbocco non lontano dall’acqua nel versante Sud del lago, mentre grandi aironi cinerini vengono spesso a catturare le rane sul bordo dell’acqua. Colonie di formica rufa costruiscono i loro grandi nidi conici con gli aghi di pino. Con un po’ di attenzione e di fortuna si possono scorgere due rettili tipici di questi luoghi umidi di quota: la lucertola vivipara e il raro marasso palustre, una specie di vipera.

Il Lago di Sangiatto Inferiore. © F. Tomasinelli

Il Lago di Sangiatto Inferiore. © F. Tomasinelli

Lo spettacolo si ripete presso il Lago Superiore di Sangiatto ( 2030 m), che si trova poche centinaia di metri più in alto, dopo aver superato la baita e i pascoli dell’Alpe Sangiatto.

Per proseguire il tour si torna indietro fino all’Alpe Sangiatto e si continua in piano verso Nord, in direzione del grande Lago di Devero. Dopo un paio di km, lungo i quali si superano piccole pozze di scarso interesse sfruttate dal bestiame, si arriva alla torbiera più bella di questa porzione del Parco che si allarga sulla destra.

A sinistra, verso Ovest, si scorge una leggera collina, alta poche decine di metri e punteggiata da massi, singole piante di larice e grandi formazioni di rododendro e ginepro. Non c’è un vero e proprio sentiero, ma si risale facilmente fino a raggiungere la cresta. Qui si incontrano altre piccole zone umide e una vista straordinaria sul Lago di Devero, con lo sfondo delle due grandi montagne del Pizzo Fizzo e del Pizzo di Ton. Guardando in basso verso sinistra, si può scorgere la diga di sbarramento con gli antichi edifici di manutenzione costruiti un secolo fa.

Ritornando sul sentiero principale e proseguendo ancora, il tracciato si fa più accidentato fino all’Alpe della Valle (2083 m). Sui contrafforti rocciosi non è raro osservare l’aquila reale, presente con almeno una coppia in quest’area.

Da qui in poi inizia una ripida discesa tra i larici che costeggia il grande lago di Devero, fino a ricongiungersi al sentiero GTA. Dopo un paio di km si arriva nuovamente a Crampiolo e infine all’Alpe Devero, sul sentiero dell’andata.

Scheda tecnica

Mappa Alpe Devero

  • Per chi:  l’itinerario richiede un discreto allenamento.
  • Lunghezza:
  • circa 12 km per il percorso totale. Prevedere una giornata intera.
  • Durata: circa sette ore per l’escursione completa. Ma è meglio arrivare al mattino e prevedere di rientrare per cena.
  • Dislivello: 500 metri di dislivello.
  • Cartografia: cartine dettagliate si trovano presso i centri visita del parco. Il sentiero è facile da seguire e in gran parte segnato, ma è meglio disporre di una mappa.
  • Periodo: dalla primavera inoltrata all’inizio dell’autunno. Per i fiori il top è giugno/luglio.
  • Equipaggiamento: indispensabili scarpe da trekking pesanti. È utile un binocolo per osservare i mammiferi e gli uccelli di quota. Molto importanti anche una giacca a vento e protezione termica, indipendentemente dalla stagione, perché il clima può cambiare rapidamente. Oltre Crampiolo non ci sono fonti di acqua affidabili.

Come arrivare

  • In auto: l’autostrada Voltri-Sempione termina a Gravellona Toce. Una superstrada porta a Crodo. Quindi si prosegue per Baceno e infine per all’Alpe Devero, dove si lascia l’auto. Si può salire all’Alpe Devero utilizzando anche il servizio Prontobus sino al parcheggio di Balmavalle.
  • In treno: con la linea ferroviaria del Sempione si arriva alla stazione di Domodossola da cui si prosegue con linee di autobus fino a Baceno.

 

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