Ta Prohm è il nome assegnato a un tempio della dinastia Khmer, facente parte dei monumenti di Angkor, nei dintorni della città di Siem Reap in Cambogia.
Questo tempio è famoso perché, dopo il suo ritrovamento, agli inizi del XX secolo, non è stato bonificato dalle piante della giungla, che si sono letteralmente avvinghiate intorno alle pietre che lo compongono, formando un tutt’uno con esse. È diventato un’attrazione per il grande pubblico dopo la visione del film Tomb Raider di cui è stato il palcoscenico.
- Il Ta Prohm cambogiano. © akos-helgert via pexels.com
- Un angolo dell’aia di Cascina Alluvioni. © Cesare De Ambrosis
Il nostro mini Ta Prohm
Anche noi ce l’abbiamo, con tutte le distinzioni del caso, ponendolo infinitamente più in basso rispetto a quello cambogiano, per dimensioni, antichità, storia… ma anche distanza!
Percorrendo la nuova ciclabile VenTo che dalle porte di Cremona porta a Casalmaggiore, si passa a poche centinaia di metri da Brancere, frazione del Comune di Stagno Lombardo (Cr).
Poche case di scarso interesse artistico, ma, superato il cimitero, sulla sinistra, inizia la via Alluvioni e percorrendola, sulla destra ci s’imbatte nel muro di cinta della Cascina Alluvioni.
Il fascino tetro di Cascina Alluvioni
Si tratta di un’importante complesso agricolo, risalente alla fine del 1800, composto da numerose case coloniche, una villa padronale e varie costruzioni adibite a uso agricolo. Il tutto versa in un totale stato di abbandono.
Proprio la situazione di degrado fa parte del fascino, piuttosto tetro, di questa struttura, pericolosamente soggetta a possibili crolli, in cui ho deciso comunque di entrare scoprendo soltanto modeste decorazioni pittoriche in alcuni soffitti. Ma non suggerisco di imitarmi perché, al di là del pericolo, da non sottovalutare, ho scoperto solo a posteriori che si tratta di proprietà privata.
La limonaia inghiottita
Ma la vera chicca, a parte le suggestive finestre ricoperte di vegetazione, ci aspetta nel boschetto posto dietro a queste costruzioni.
Vi si accede da un passaggio sulla sinistra della fattoria. Percorsi pochi passi tra le piante, appare, mistica visione, un castello in stile neogotico. Si tratta della limonaia dell’azienda agricola.
Un monumento a due piani con tanto di torri, finestre con bifore ed archi acuti e un fregio che corre lungo tutta la facciata.
La vegetazione, che non ha le sembianze dei possenti alberi della giungla cambogiana, fa comunque la sua parte e inghiotte, sia fuori che dentro, buona parte della costruzione. Qualche albero sporge sul tetto, che è in gran parte collassato e l’edera avvolge quasi tutte le finestre.
Non si sta parlando di un capolavoro, né per l’epoca, né per lo stile, ma la situazione in cui si trova e la solitudine del luogo, rendono questo rudere una gioia per l’occhio che immediatamente finisce dietro alla fotocamera per cercare la miglior inquadratura.
- La limonaia. © Cesare De Ambrosis
- Una bifora tra le piante. © Cesare De Ambrosis
La cappella dei fantasmi
Dal cannocchiale che si forma con l’allineamento delle due porte del castello e la porta del muro di cinta, s’intravede in fondo a un campo coltivato, una chiesetta. Si tratta del monumento funerario della famiglia Germani, proprietaria, fino alla fine del 1800, dell’intero nucleo.
Proprio questo mausoleo alimenta varie leggende ed è descritto nel libro di Harold Stuart intitolato L’Italia dei fantasmi. Lo scrittore racconta che questa cappella non sarebbe stata consacrata e che, nelle notti di luna piena, i defunti della famiglia Germani, lì sepolti, uscirebbero dai sepolcri e vagherebbero nelle campagne lamentandosi.
Fantasmi a parte, questo luogo, sconosciuto ai più, con le dovute precauzioni, merita una visita.
Un itinerario di 67 chilometri
- Si parte da Crotta d’Adda percorrendo la neonata ciclabile VenTo, con destinazione Cremona.
- Si passa nel Parco della Città, che costeggia il Po. Proseguendo sulla ciclabile per 6 km. si arriva in vista di Brancere.
- Una breve deviazione fino alla Cascina Alluvioni, poi dietro front fino a Cremona.
- Arrivati sotto il ponte di ferro che scavalca il Po, si sale sulla passerella attaccata al ponte, scavalcando il fiume e si prosegue sulla ciclabile via Po, tra l’altro appena riasfaltata.
- Arrivati a una cava di sabbia, si attraversa il Po grazie al ponte della SP27. Sulla sinistra s’imbocca la ciclabile VenTo fino a Castelnuovo Bocca d’Adda.
- Si percorre un viale di tigli e si continua sulla VenTo, fino ad attraversare la Tenuta agricola del Castello di Maccastorna, costeggiando il fiume Adda. Vale la pena dare un’occhiata dall’esterno a questo bel monumento medioevale.
- Poi si scavalca l’Adda grazie al ponte della SP196 e si torna a Crotta d’Adda.
Prima parte: In bici col “VenTo” in poppa
Seconda parte: Lungo “Vento” fino a… Orio Litta
Terza parte: Fino a Pavia con VenTo
Quarta parte: Con VenTo alla scoperta dei pioppi rossi
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