Steelosa® è la panchina simbolo del riciclo infinito degli imballaggi d’acciaio. Un’iniziativa promossa da RICREA, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, in collaborazione con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che vuole unire letteratura, sostenibilità e design urbano.
Dalla montagna al mare. Dopo Trento, ho fatto un giro a Rimini, conosciuta più per le sue spiagge e i locali notturni. Invece ho scoperto che conserva belle tracce del suo passato e un arredo urbano molto ben tenuto.
Tappa 1
Un arco romano a Rimini! Come quelli davanti al Colosseo, incredibile… L’Arco d’Augusto (foto 1) fu eretto nel 27 a.C. in onore dell’imperatore, nel punto di incrocio tra la via Emilia e la via Flaminia. Rimini è sempre stata un punto di passaggio e l’arco era una delle porte d’entrata nella città. I merli, naturalmente, furono aggiunti nel medioevo. Divertitevi a cercare i quattro clipei (ritratti in una cornice tonda) degli Dei protettori della città!
Tappa 2
Pochi passi e sono arrivato al Tempio Malatestiano (foto 2), un capolavoro dell’architettura del Rinascimento, anche se mai finito… il cantiere si interruppe nel 1461 perché la famiglia dei Malatesta, che regnava sulla città, aveva finito i soldi. All’interno ci sono le loro tombe, ma anche due capolavori dell’arte italiana: un Crocifisso di Giotto e un affresco di Piero della Francesca che raffigura Sigismondo Malatesta inginocchiato davanti a San Sigismondo. Bellissimi i due levrieri accucciati vicino al loro signore, simbolo di fedeltà e vigilanza…
Tappa 3
Proprio in piazza Malatesta, a pochi passi dalla chiesa, si erge Castel Sismondo (foto 3), eretto nel Quattrocento. È una delle sedi del Fellini Museum, inaugurato nel 2021 per omaggiare il grande regista che proprio a Rimini nacque nel 1920. Non solo: nella sua città Fellini ambientò molti capolavori, dai Vitelloni ad Amarcord. Nella sede del castello mi sono emozionato tra luci, suoni, scenografie e costumi, mentre al vicino palazzo del Fulgor mi sono immerso nell’immaginario del regista grazie a strumenti visivi e interattivi. Che genio, Federico…
Tappa 4
Il tempo di un cassone romagnolo – la piadina ripiena sottile, chiusa a libro, con ripieno a base di erbette – e ho continuato la mia passeggiata verso il parco XXV aprile, una grande area verde ricca di aree sportive, parchi giochi e persino un parco avventura. Qui la cosiddetta Piazza sull’acqua (foto in apertura) si affaccia sul bacino artificiale del Marecchia, il fiume che un tempo sfociava proprio in questo punto. Davanti avevo il ponte di Tiberio, un altro grande esempio di ingegneria romana (lungo oltre 70 m!).
Tappa 5
Ma il mare? Non potevo non finire la passeggiata con la brezza dell’Adriatico… Costeggiando tutto il porto canale sono arrivato al lungomare (foto 5), fino a spingermi all’estremità del molo di Levante, dove ho trovato una statua in bronzo di una donna. I figli si aggrappano al suo vestito, lei ha l’indice puntato verso il mare… è la sposa del marinaio, aspetta il suo ritorno. Tornerà? Non tornerà?
Per ragionarci su, mi sono seduto sulla panchina Steelosa®, realizzata da RICREA con il riciclo di imballaggi in acciaio, collocata in largo Boscovich (foto 6), all’ingresso del molo. E ho aspettato che si accendessero le luci della città.
(S.B.)
Prima puntata: A spasso per Alba
Seconda puntata: I segreti di Forte dei Marmi
Terza puntata: Trento, dove la cultura è di casa
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