Dopo quasi mezzo secolo la caccia al lupo rischia di essere nuovamente autorizzata.
Dalla recente conferenza Stato-Regioni è emerso, infatti, il parere positivo all’inserimento di un emendamento che consentirebbe agli Enti regionali di attivare le deroghe al regime comunitario di protezione di lupi e orsi.
Tra le regioni che hanno fatto pressing affinché queste nuove deroghe possano essere introdotte ci sono la Toscana, il Veneto, il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta.
Passo indietro
Se tanto si era criticato il “Piano lupi” proposto dall’allora Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, ora si rischia di fare un passo indietro nella tutela di specie protette.
«Lupo e orso sono specie splendide e i problemi di convivenza, nel ventunesimo secolo, vanno risolti non uccidendo gli animali ma adottando soluzioni integrate, scientifiche, conservazionistiche e gestionali – ha detto la LIPU in merito alla proposta -. Facciamo fare all’Italia un passo avanti, e non indietro, verso una gestione della natura più seria anche perché alla buona convivenza non c’è alternativa».
La rabbia delle associazioni
Duro anche il commento della Lav, secondo cui le regioni starebbero commettendo un vero e proprio ricatto. «Rivolgiamo il nostro appello al Presidente della Repubblica Mattarella affinché bocci questo sconsiderato utilizzo di un suo Decreto» ha detto Massimo Vitturi, Responsabile LAV Animali Selvatici.
Ma non solo: la Lav ha anche fatto sapere che porterà la questione davanti al Parlamento Europeo. «Chiediamo l’intervento della Commissione Europea sull’Italia, poiché Bruxelles, con la Direttiva di protezione degli animali selvatici, attribuisce agli Stati e non alle Regioni anche la responsabilità delle eventuali deroghe», ha concluso l’associazione.
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