I lupi sono animali protetti dalla legge 157 sulla fauna del 1992, dalla direttiva europea Habitat quindi e dalla convenzione di Berna.
Commentando l’uccisione di un giovane lupo domenica 19 febbraio in località Pradaccio, nel comune di Valfurva in provincia di Sondrio, il direttore del Parco Nazionale dello Stelvio Franco Claretti – all’interno del cui territorio è avvenuto l’episodio di bracconaggio – ha dichiarato: «I lupi non rappresentano un pericolo e men che meno in Valle dove il loro numero è davvero esiguo per le condizioni di vita. L’ultima aggressione all’uomo risale a 150 anni fa».
Nell’area del Parco è censito un solo branco e un paio di lupi in dispersione.
Il Parco dello Stelvio ha avviato una serie di incontri per far conoscere chi è il lupo e spiegare che non è un pericolo. «In molti casi a sbranare le pecore non sono i lupi, ma cani che si sono inselvatichiti oppure altri animali» spiega il direttore.
Luca Pedrotti, coordinatore scientifico del Parco, afferma che il grave atto di bracconaggio «rende nulli gli sforzi di Parco e Regione che, con la comunità locale, si stanno impegnando a fare per facilitare la compresenza di lupo e uomo in questo territorio».
I risarcimenti agli allevatori per eventuali predazioni sono stati sempre concessi, come anche le recinzioni elettrificate e gli aiuti per acquistare cani di grossa taglia, come i pastori della Sila e i Maremmani, in grado di tenere lontani i predatori. Però, spesso gli allevatori non ne fanno richiesta e lasciano le greggi non presidiate.
L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) sostiene che false notizie e credenze antiscientifiche, spesso generate ad arte, alimentano e giustificano l’abbattimento dei lupi.
La convivenza con il lupo è invece possibile, ci sono strumenti e strategie adatte per proteggere allo stesso tempo allevamenti e animali da cortile e preservare questo grande predatore indispensabile per la conservazione degli habitat e della biodiversità.
Il Governo si muova con sanzioni più severe
Di fronte all’emergenza bracconaggio in Italia, con almeno 14 i lupi uccisi dall’inizio dell’anno, l’Enpa ha annunciato che continuerà a denunciare e costituirsi parte civile per ognuna di queste uccisioni e chiede al Governo di intervenire con forza contro il bracconaggio, perché è in atto una vera guerra contro il più prezioso elemento di biodiversità del nostro Paese: il lupo.
L’uccisione del giovane lupo in Valfurva, secondo l’Enpa mette anche in luce i gravi problemi causati dallo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio: «spezzettare un territorio non sterminato in zone che vengono gestite con modalità e visioni differenti ha indubbiamente causato l’indebolimento delle azioni di tutela della biodiversità, una minor efficacia delle attività di prevenzione a tutela delle attività antropiche e, di conseguenza, ha rafforzato il fenomeno del bracconaggio».
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