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Ambiente
PESTICIDI

Dopo le api, ora uccidono anche gli uccelli

Dopo le api, ora uccidono anche gli uccelli

Redazione Redazione 7 Set 2020

È già successo con il DDT: un pesticida non si limita a uccidere solo un tipo di parassita, ma va a contaminare tutti gli esseri viventi. I neonicotinoidi, una classe di insetticidi chimicamente affini alla nicotina, sono i pesticidi che hanno causato il collasso delle colonie di api e ora stanno uccidendo anche gli uccelli.

Non sorprende che gli scienziati ora credono che le api non siano gli unici animali, oltre agli insetti, colpiti negativamente.

Anche molte specie di uccelli sembrano essere in declino a causa dei neonicotinoidi che risalgono la catena alimentare. Secondo una nuova ricerca pubblicata su Nature Sustainability, l’aumento dell’uso di questa classe di pesticidi ha portato a un calo della biodiversità degli uccelli negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2014.

Se le popolazioni di uccelli sono state comunque in costante calo, gli autori sono riusciti a separare il calo generale della biodiversità degli uccelli dal calo specifico che sembra essere dovuto all’irrorazione di neonicotinoidi.

 

«Sebbene i neonicotinoidi siano usati a tassi inferiori per acro rispetto ai non neonicotinoidi, sono però considerevolmente più tossici per gli insetti e generalmente persistono più a lungo nell’ambiente» spiegano gli autori. «Poiché gli uccelli possono ingerire i pesticidi quando mangiano i semi dei raccolti o gli insetti, sembra esserci una correlazione tra il consumo del pesticida e il declino di alcune popolazioni di uccelli».

L’effetto medio annuo dei neonicotinoidi sugli uccelli frugivori provoca un calo del 12% e sugli uccelli insettivori del 5%.

Se le differenze in percentuale potrebbero sembrare piccole, gli effetti dei neonicotinoidi si amplificano nel tempo, dato che ci sono meno uccelli disponibili per accoppiarsi e riprodursi.

 

Gli autori forniscono anche la controprova alle loro teorie: «Troviamo alcune regioni negli Stati Uniti nord-orientali e occidentali dove l’uso di neonicotinoidi è diminuito in questo periodo, portando a un piccolo impatto positivo sulle popolazioni di uccelli».

 

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