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Scienza
AL MUSEO DI STORIA NATURALE DI MILANO

È arrivato un dinosauro di oltre sette metri nei Giardini Montanelli

È arrivato un dinosauro di oltre sette metri nei Giardini Montanelli
Il dinosauro davanti all’ingresso del Museo di Storia Naturale. © Cristiano Dal Sasso

Laura Floris Laura Floris 22 Lug 2021

A chi da oggi camminerà davanti al Museo di Storia Naturale di Milano, nei Giardini Montanelli, non passerà di certo inosservata la scultura a grandezza naturale di un Saltriovenator, un dinosauro di 7,5 metri vissuto 200 milioni di anni fa venuto alla luce nel 1996 in una cava di Saltrio, vicino a Varese. Gli studi rivelarono che Saltriovenator zanellai è il più grande dinosauro carnivoro del Giurassico inferiore mai ritrovato e il più antico rappresentante al mondo del gruppo dei Ceratosauri.

La scultura a grandezza naturale del Saltriovenator. © Cristiano Dal Sasso

La scultura che sembra viva

Realizzata dalla società specializzata Geo Model, con la supervisione del paleontologo Cristiano Dal Sasso, la riproduzione iperrealistica fa bella mostra di sé proprio accanto alla scalinata d’ingresso del Museo di Storia Naturale, in corso di Porta Venezia, diventando un’icona stessa di questa importante Istituzione milanese, che è anche il più antico museo civico e il più grande del genere in Italia, famoso per le sue preziose raccolte naturalistiche.

«Con quelle orme che lascia dietro di sé e lo sguardo curioso che ti segue da tutte le angolazioni sembra davvero vivo» ha commentato soddisfatto Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, Comune di Milano – Cultura.

Un “ritorno in vita” rigorosamente Made in Italy

Il modello installato nei Giardini Montanelli riproduce fedelmente le caratteristiche anatomiche descritte dai paleontologi nell’articolo scientifico pubblicato nel 1988 sulla prestigiosa rivista internazionale PeerJ.

Dicembre 2020. Primi bozzetti per il modello commissionato dal Museo di Storia Naturale di Milano, con studio della postura del dinosauro, visto da varie prospettive. Disegni di Davide Bonadonna.

«Non sono mancate le difficoltà ma grazie a un attento lavoro di squadra siamo riusciti a venirne a capo» afferma Mauro Scaggiante, titolare di Geo-Model. «Riportare in vita gli animali del passato è un lavoro appassionante, che unisce scienza e arte» aggiunge Simone Maganuco, paleontologo e consulente scientifico per Geo-Model.

La scultura, in vetroresina ad alta resistenza e del peso di 2 tonnellate, è quella di un Saltriovenator adulto (7,5 m di lunghezza – che diventano 10,9 con la coda – per 2,2 metri di altezza e una testa di 80 cm).

La sua realizzazione, seguita passo dopo passo dai paleontologi Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco, è il risultato di un lungo lavoro svolto prima al computer dal paleoartista Davide Bonadonna, autore di una modellazione digitale in 3D, poi trasformata in oggetto fisico a grandezza naturale.

Dai disegni, il paleoartista passa alla modella zione digitale dei volumi e delle forme, con software specializzati. Modello di Davide Bonadonna, foto di Elena Bonadonna.

Febbraio 2021. Il Saltriovenator virtuale modellato in 3D e montato su un rendering del basamento espositivo, nella sua posa definitiva. Modello di Davide Bonadonna.

Un sofisticato robot a controllo numerico realizzato da Bat-Tech Italia ha scolpito un modello in polisitirene, poi rivestito di plastilina e scolpito a mano, squama per squama, da cinque modellisti (Alessandro Ambrosini, Denise Boccacci, Andrea Leanza, Andrea Masi e Francesca Penzo), sotto la direzione artistica di Mauro Scaggiante.

Aprile 2021: maquette della testa ottenuta dalla fresatura di un blocco di polisitirene, operata da un sofisticato robot a controllo numerico. Realizzazione di Bat-Tech Italia, foto di Francesco Battaglini.

Il volto di Saltriovenator diventa sempre più espressivo, a ogni passaggio di rifinitura delle squame e delle pieghe della pelle. Gli occhi sono qui ancora provvisori. Lavorazione di Alessandro Ambrosini/Geo-Model, foto di Cristiano Dal Sasso.

Dai calchi di questa scultura si sono ricavati i positivi in vetroresina, poi assemblati su un basamento in ferro con finitura Corten tramite giunti interni di sostegno in acciaio.

Il codice QR posizionato lungo la recinzione permette di accedere a testi e contenuti multimediali che spiegano il “dietro le quinte” della realizzazione.

L’inserimento degli occhi in vetro è il tocco finale che conferisce una vitalità iperrealistica al modello del nostro Saltriovenator zanellai. Lavorazione di Alessandro Ambrosini/Geo-Model, foto di Cristiano Dal Sasso.

I numeri del modello di dinosauro esposto a Milano

La realizzazione, dal primo bozzetto alla finitura dell’ultimo particolare, è durata quasi 9 mesi è ha visto coinvolte 15 persone tra paleontologi, illustratori, modellatori, scultori, decoratori, artigiani, operai, ingegneri, grafici e manovratori.

Sono stati utilizzati:

  • 8 metri cubi di polistirene
  • 150 kg di plastilina
  • 20 kg di silicone per stampi
  • 500 kg di resina poliestere
  • 100 kg di fibra di vetro
  • 5 kg di vernici in vari colori
  • 1500 kg di ferro

Anche la colorazione è stata fatta a mano, squama per squama, con vernici ignifughe e resistenti alle intemperie. Lavorazione di Alessandro Ambrosini/Geo-Model, foto di Cristiano Dal Sasso.

 

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