Nel 1881 l’ingegnere Giuseppe Colombo, docente al Politecnico di Milano e imprenditore lungimirante, di ritorno dall’Esposizione Universale di Parigi ottenne l’esclusiva per l’Italia del sistema ideato negli Stati Uniti d’America da Thomas Alva Edison. Nel 1883, in via Santa Radegonda, poco distante dal Duomo, mise in esercizio la prima centrale termoelettrica dell’Europa continentale, grazie alla quale fu illuminato il Teatro alla Scala.
Furono i prodromi della Società generale italiana di elettricità sistema Edison, che pochi anni dopo richiese la concessione di una derivazione dall’Adda per ottenere energia dall’acqua, anziché dal vapore.
Nel 1898 fu inaugurata l’officina idroelettrica di Porto d’Adda, la seconda più potente nel mondo, dopo quella costruita presso le cascate del Niagara. Una svolta epocale. La quantità di elettricità condotta a Milano soddisfece i bisogni dei mezzi pubblici, dell’illuminazione e delle industrie. Nel volgere di breve tempo Edison passò dalla gestione di un servizio locale al controllo dell’offerta di energia su larga parte del Nord Italia.
140 anni di storia
1881
Thomas Alva Edison presenta la sua dinamo alla Mostra Internazionale dell’Elettricità di Parigi. Giuseppe Colombo lo incontra e decide di portare questa innovazione in Italia. Nell’autunno dello stesso anno fonda a Milano il “Comitato per l’Applicazione dell’Elettricità Sistema Edison in Italia”.
1883
Nella notte di Santo Stefano, la centrale di Santa Radegonda illumina La Scala, in occasione della prima, la “Gioconda” di Ponchielli: è la prima realizzazione di illuminazione pubblica in Italia, coronata da grande successo.
1884
Il 6 gennaio viene costituita in Milano la “Società Generale Italiana di Elettricità Sistema Edison”. Presidente è Enrico Rava, banchiere. Giuseppe Colombo viene nominato amministratore delegato. La società adotta una strategia che punta a sviluppare, da un lato, la produzione e distribuzione di elettricità a Milano; dall’altro, a costruire impianti di generazione per conto di industrie private e per società elettriche nelle altre città italiane.
1886
La Edison illumina elettricamente l’interno del Duomo di Milano.
1892
Il 21 novembre la Giunta Municipale e, il successivo 30 novembre, il Consiglio Comunale di Milano concedono, in via sperimentale per un anno e limitatamente al centro cittadino, l’elettrificazione a filo aereo di una linea tranviaria della lunghezza di poco più di 3.000 metri, da Piazza del Duomo a Porta Sempione.
1895
La società adotta il nuovo nome “Società Generale Italiana Edison di Elettricità”. Il Comune di Milano decide in via definitiva l’elettrificazione del servizio tramviario e ne affida la realizzazione alla Edison.
1897
Il 1° gennaio entra in vigore la convenzione ventennale con il Comune per il servizio tramviario a Milano: Edison provvede al materiale rotabile, alle linee, all’energia elettrica ed al personale. Entra in funzione la centrale di Porta Volta.
1898
Entra in esercizio la centrale idroelettrica di Paderno, alla quale collaborò anche Galileo Ferraris, seconda al mondo per potenza solo all’impianto americano di Niagara Falls. La centrale venne supervisionata da Enrico Carli e intitolata nel 1898 alla memoria di Angelo Bertini.
1914
Entra in servizio la centrale di Robbiate sull’Adda, poi intitolata a Carlo Esterle. Servirà in parte per l’elettrificazione delle Ferrovie dello Stato per la linea Milano-Lecco sull’Adda, che verrà poi intitolata all’ingegner Semenza.
1914
La rete Edison assorbe 182 milioni di kWh, di cui 105 milioni prodotti direttamente e 77 tramite società collegate. La potenza allacciata alle reti Edison raggiunge, a fine anno, i 100.000 kW.
1917
Prime iniziative di carattere sociale: Edison crea l’Istituzione di Previdenza Esterle con lo scopo di contrarre un’assicurazione sulla vita degli impiegati della società e garantire loro una rendita vitalizia dopo il 35° anno di servizio.
Leggi qui le altre puntate
- Edison ieri oggi e domani
- Continua la storia dell’antico e moderno operatore energetico
- Rinnovabili e gas verdi di Edison
- Verso un futuro sostenibile
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