Leggi qui la prima parte dell’itinerario nei Monti Dauni
I Monti Dauni sono l’unica area montuosa pugliese. Queste colline sono punteggiate di piccoli borghi d’antiche origini e da boschi secolari, ricchi di insospettabili aree umide.
Aree protette dei Monti Dauni
Il territorio dei Monti Dauni si trova nella provincia di Foggia, al confine con il Molise e la Campania. Si tratta di rilievi di altezza modesta che culminano con il Monte Cornacchia (1152 m) e il Monte Crispiniano (1105 m).
Alla fine degli Anni 90 era stato avviato l’iter per la creazione di un Parco regionale che però non si è concluso.
L’area fa comunque parte della Rete Natura 2000 per la presenza di sei Siti d’Importanza Comunitaria e di un’IBA (Important bird area). Si tratta dei SIC Accadia – Deliceto, Boschi di Celenza – Monte Sambuco, Monte Cornacchia – Bosco di Faeto, Valle Fortore – Lago di Occhito, Valle Ofanto – lago Capacciotti, Valli del Cervaro – Bosco dell’Incoronata, del SIC Important bird area “Monti della Daunia”.
Flora e fauna
Oltre a pregevoli boschi di querce, il territorio dei Monti Dauni è rilevante per la presenza di numerose specie di orchidee che in primavera fioriscono sugli affioramenti di calcare cretaceo. Tra queste Orchis purpurea, O. morio, O. italica e O. piramidalis.
Da un punto di vista faunistico, l’area vede l’importante presenza del lupo (Canis lupus). La sua preda principale è il cinghiale (Sus scrofa), vista l’assenza di ungulati di grossa taglia.
I pendii, le radure e i margini forestali del Subappennino sono uno dei territori di caccia favoriti dal nibbio bruno (Milvus migrans) e dal più raro nibbio reale (Milvus milvus), due splendidi rapaci il cui segno caratteristico è la coda forcuta. Il reale si individua facilmente per il capo più chiaro. Durante l’intero corso dell’anno alcune coppie frequentano aree miste di campagna, prateria aperta alternata a zone alberate.
Sempre nell’area SIC non è difficile scorgere anche il biancone (Circaetus gallicus), abile cacciatore di serpenti e il più piccolo falco pecchiaiolo (Pernis apivorus). Un’abbondanza di specie che potrebbe, però, essere sfavorita dalla massiccia presenza di impianti eolici sulla sommità delle vette.
- Nei campi attorno ad Accadia, Panni e Deliceto pascolano le vacche podoliche. Originaria delle alte terre granitiche dell’Ucraina (la Podolia), questa razza molto resistente giunse in Italia con le invasioni barbariche e si adattò bene all’ambiente montano del Sud della nostra Penisola. Fornisce uno di prodotti più noti di queste zone, il caciocavallo podolico. © F. Tomasinelli
- il paesaggio dei Monti Dauni. © F. Tomasinelli
La quercia di Virgilio
Alla base del Bosco Paduli, noto anche come Bosco Difesa, si trova una piana erbosa, ben rasata dal pascolo, caratterizzata da magnifici esemplari di roverella (Quercus pubescens) e di quercia virgiliana (Quercus virgiliana) di oltre trecento anni di età. L’esemplare più grande misura 20 metri in altezza e ha una circonferenza di 5,80 metri.
Se la roverella predilige gli ambienti aridi, caldi e luminosi e la farnia quelli più umidi, la quercia virgiliana si può considerare una via di mezzo tra le due specie più conosciute. Già nota nell’antica Roma (Virgilio ne parla nelle Georgiche), questa pianta avrebbe sfamato, con le sue ghiande macinate insieme al farro, la popolazione più povera in epoca repubblicana, secondo quanto riportato dagli storici Plinio e Tito Livio.
Il tritone italiano
Nell’area SIC si trovano popolazioni stabili di Tritone italiano (Triturus italicus), un piccolo e prezioso anfibio, presente solo nel Sud della Penisola. La specie frequenta, oltre agli stagni, anche raccolte d’acqua artificiali, quali cisterne, abbeveratoi e fontane, ma può abbandonare l’acqua e sopravvivere in luoghi umidi se le condizioni ambientali non sono ottimali.
Tesori tra le sponde
Lungo il Torrente Frugno, a Sud di Accadia, si trova una foresta a galleria di salici e pioppi bianchi (Salix alba e Populus alba). Si definiscono così le foreste fluviali, fitte al punto da costituire un tunnel lungo il corso d’acqua. Cuore del Sito d’interesse comunitario, è – tra gli ambienti di questo genere – uno dei più importanti dell’intera Puglia. Sempre nei pressi di Accadia, in prossimità della gola di Pietra di Punta, la natura carsica del luogo e il Torrente Frugno danno luogo a spettacolari giochi d’acqua, custodendo uno dei più importanti siti regionali di anfibi.
Storia dei luoghi
L’attuale provincia di Foggia corrisponde a quella che fu la terra dei Dauni, antico popolo di origine illirica il cui nome deriva dall’indoeuropeo dhauno, lupo. Giunti in Puglia a partire dal secondo millennio a.C., i Dauni proliferarono fino alla conquista romana (III sec. a.C.). Le origini di Accadia sono pre-romane, ma è nel tardo medioevo che “Aquadia” acquista importanza, divenendo baluardo bizantino. Nel 1462, durante la guerra tra Angioini e Aragonesi, si rese celebre per aver opposto fiera resistenza a re Ferrante d’Aragona.
Non lontano da Accadia sorge Sant’Agata di Puglia, bellissimo borgo che fu roccaforte longobarda, normanna, sveva, angioina, con il suo Castello medievale in posizione dominante sulla vallata. Più a Nord, verso il tavoliere, si trovano Deliceto, con il suo suggestivo castello Normanno, e Bovino, che fa parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia”, sempre d’origine romana.
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