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Namaqualand, l’attimo fuggente

Namaqualand, l’attimo fuggente
La straordinaria fioritura che ogni anno colora le coste occidentali del Sudafrica.

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 3 Dic 2019

Francesco Tomasinelli – naturalista e fotografo, inviato speciale de La Rivista della NATURA – ci porta, in due puntate, alla scoperta del Namaqualand, nel Sudafrica occidentale. Qui ogni anno, tra agosto e settembre, si può ammirare una delle più spettacolari fioriture del mondo, capace di trasformare la regione in un giardino incantato dove pascolano antilopi, struzzi e zebre.

 

Per gran parte dell’anno il paesaggio si presenta come una sconfinata landa bruciata dal sole. Poche le piante che si incontrano mentre, sullo sfondo, si distendono colline e formazioni rocciose, ugualmente spoglie. Ma, basta qualche acquazzone perché la terra cambi completamente aspetto, dando vita a una delle fioriture più clamorose che si possano osservare al mondo. Il luogo per ammirare questo grandioso fenomeno, che si rinnova ogni anno alla fine dell’inverno australe, è il Namaqualand, la regione arida lungo la costa occidentale del Sudafrica, che dopo le piogge si trasforma in una tavolozza di colori, dove dominano l’arancio e il giallo. Si tratta di uno spettacolo che, per scala e portata, fa impallidire la nostra bellissima fioritura di Castelluccio nelle Marche, anche perché è del tutto naturale (nessuno ha piantato o gestisce i fiori) e interessa luoghi remoti e ricchi di fascino.

Due struzzi nel West Coast National Park.

Un insolito scenario per i mammiferi africani

La prima tappa per godersi questo “flowers tour” sudafricano è il West Coast National Park, a sole due ore di auto da Cape Town, un’area costiera che può ricordare alcuni nostri paesaggi mediterranei. Solo che qui, soprattutto in questo periodo di abbondanza, si incrociano regolarmente struzzi, zebre, antilopi equine e bontebok, eleganti antilopi endemiche del Sudafrica. Gli animali pascolano in uno scenario idilliaco di grandi campi fioriti dai quali si sollevano curiosi panettoni di granito. È un contesto del tutto insolito dove osservare i grandi mammiferi africani, che siamo abituati a collocare mentalmente tra l’erba secca o il terreno arido della savana.

Queste coste, che al mattino presto sono spesso investite dalla nebbia che sale dal mare, sono il luogo d’origine di piante ben conosciute anche da noi come i mesembriatemi, dalle foglie succulente e dai grandi fiori rossi e gialli che abbelliscono i giardini mediterranei. Il parco è attraversato da una buona rete di strade che ne rendono semplice la visita, muovendosi verso la Penisola di Postberg che delimita la laguna.

Un piccolo branco di springbok, le caratteristiche antilopi sudafricane immerse in una fioritura di Arctotis.

Splendide aquile e 3500 specie vegetali!

Più a Nord, alle porte del Namaqua National Park, nel cuore della regione del Namaqualand, il paesaggio diventa via via più arido e irregolare, con imponenti bastioni di granito che si sollevano dalle pianure. Questo non fa altro che rendere ancora più clamoroso il contrasto con le distese di fiori selvatici delle pianure, punteggiate qua e là dal profilo occasionale dei mulini a vento, con il loro traliccio e la grande ruota metallica verticale.

Gli springbok, le antilopi simbolo del Sudafrica, vengono qui per approfittare di questa abbondanza, mentre il cielo è attraversato dall’immensa sagoma scura dell’aquila di Verraux, splendido rapace che caccia le procavie sulle rocce. Ma sono soprattutto le piante ad attirare l’attenzione.

La “potenza” delle fioriture è tale da interessare in modo uniforme decine di ettari. Quella che sembra una distesa di fiori simili, in gran parte arancioni (soprattutto dei generi Gazania e Arctotis) nasconde un’infinità di forme e colori diversi, perché la flora di questa regione conta circa 3.500 specie, delle quali centinaia sono endemiche dell’area. Per godersele al meglio serve un buon occhio e una delle semplici guide alle fioriture che si trovano in tutti gli hotel e i punti informazioni della zona.

Una grande aquila di Verraux (o aquila nera).

Un paradiso per un mese

La stagione delle fioriture, che dura appena 2-4 settimane, è il momento di massima affluenza nel Namaqualand: migliaia di persone vengono qui passando nei piccoli centri di Kamieskroon, Springbok e Okiep e molte sistemazioni della zona sono al completo già settimane prima del grande evento. Il territorio interessato è talmente grande che l’affollamento non si percepisce in alcun modo. Non sono certo tutti appassionati di piante, ma il fenomeno della fioritura è così clamoroso da attirare qui ogni tipo di visitatore.

La ricchezza botanica del Namaqualand, infatti, non è rappresentata solo dai tappeti fioriti, ma da un gran numero di piccole piante succulente, (la vegetazione caratteristica del “karoo”, le pianure aride del Sudafrica), spesso minute, dalle forme curiose e del tutto endemiche, che fanno la felicità dei veri appassionati. Nell’arco di due, tre settimane o poco più il fenomeno si esaurisce. Le distese di fiori spariscono rapidamente mentre il sole asciuga del tutto il terreno, trasformando radicalmente il paesaggio. Fino all’anno seguente.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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