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Viaggi e outdoor
Italia
ITINERARI SU DUE RUOTE

Piccoli e sconosciuti gioielli pedalando lungo il corso dell’Oglio

Piccoli e sconosciuti gioielli pedalando lungo il corso dell’Oglio
Il castello di Soncino. ©De Ambrosis

Cesare De Ambrosis Cesare De Ambrosis 5 Feb 2020

Dopo avervi guidato alla scoperta, rigorosamente su due ruote, delle sorprese presenti nella provincia di Cremona e in quella di Mantova, vi propongo un nuovo itinerario ciclistico nella pianura lombarda, più precisamente in provincia di Brescia. Gran parte del percorso, ad anello e lungo 76 chilometri, costeggia il fiume Oglio e si snoda all’interno del Parco Oglio Nord.

Può essere affrontato tranquillamente anche d’inverno, a patto di non imbattersi in una giornata di nebbia. Pur trovandoci in un’area molto antropizzata, tra le prerogative del percorso c’è senz’altro la tranquillità: troveremo, infatti, stradine poco frequentate, che attraversano ordinate campagne coltivate e paesini rurali di grande fascino. Durante questa gita ci imbatteremo in alcune “prelibatezze” architettoniche pressoché sconosciute.

Itinerario

Pontevico, Monticelli d’Oglio, Quinzano d’Oglio, Motella, Padernello, Borgo San Giacomo, Acqualunga, Villagana, Villa Chiara, Villabuona, Bompensiero, Barco, ciclabile via Arrighini, Soncino, via Prevosta, via Dosso, Villacampagna, Genivolta, Azzanello, Castelvisconti, Bordolano, Corte de Cortesi, Monasterolo, Ponte pedonale sull’Oglio, Monticelli d’Oglio, Pontevico.

Nel dettaglio

Parcheggiata l’auto a Pontevico, in via XX Settembre, si prosegue in bicicletta lungo la medesima via, poi si gira a destra in via Guglielmo Marconi che diventa la provinciale SP 64. In 4 chilometri si raggiunge il bivio per Monticelli d’Oglio. Si gira a sinistra e si prosegue diritto, passando davanti alla Cascina Bosco, per arrivare ai piedi di una piatta collina affacciata sul fiume Oglio. Appollaiato sulla collinetta, giace dormiente Monticelli d’Oglio, un delizioso paesino agricolo. Salendo fra le case si arriva nella corte rettangolare, bordata su tre lati da portici colorati e sul quarto da una chiesa e un’antica villa privata.

Uno scorsio di Monticelli d’Oglio. ©De Ambrosis

Si continua scendendo dal paese e girando alla seconda a sinistra, indicata come percorso ciclistico per Quinzano. Al termine di questa stradina si gira a sinistra e si attraversa il centro di Quinzano e poi, uscendo dal paese, si prende la via Beata Stefana in direzione nord. Si attraversa la SP9 e si prosegue lungo la via per Motella. Purtroppo si tratta di una strada sterrata ma ha il fondo percorribile e ci evita gli stradoni ad elevata percorrenza.

Si attraversa Motella, seguendo le indicazioni per Castello di Padernello. Si percorre via Bachelet, in direzione San Paolo, fino al bivio che indica Padernello sulla sinistra. Nel paesino, composto da antiche case e affascinanti fattorie dedite all’allevamento, si nasconde uno splendido castello medioevale ancora difeso dal suo fossato. Al suo interno, visitabile, si svolgono varie manifestazioni.

Il castello di Padernello. ©De Ambrosis

Si esce da Padernello lungo via Fornello e, raggiunto l’abitato di Farfengo, si gira a sinistra per Borgo San Giacomo. Il giro prosegue verso sud, in direzione Acqualunga. Prima di attraversare il fiume Oglio, superata una bella villa ottocentesca, si gira a destra e si pedala nella tranquilla campagna coltivata fino a una curva a destra, con breve salita, che porta a Villagana: un minuscolo borgo composto da un piccolo castello, una bella villa, oggi ristorante, e alcune antiche fattorie che ospitano numerose mucche da latte che rappresentano l’attività predominante di queste campagne.

La villa di Villagana. ©De Ambrosis

Si prosegue a zig zag attraversando, nell’ordine, Villa Chiara (dove troviamo le mura di un castello), Villabuona e Bompensiero, per arrivare a Barco e al suo castello che fu fatto costruire nel 1463 dal conte Gianfrancesco Martinengo sui resti di una precedente fortezza.

Ai piedi del castello parte una tranquilla pista ciclabile interamente asfaltata, via Arrighini, con cui raggiungere la via Milano all’altezza del ponte che attraversa l’Oglio. Varcato il fiume, con pochi giri di pedale, si entra in Soncino. Questa cittadina ricca di fascino e monumenti fa da boa al nostro percorso.

Dopo aver visto la chiesa di Santa Maria Assunta, rimaneggiata nel XIX secolo, l’imponente castello in mattoni rossi e la rinascimentale chiesa di Santa Maria delle Grazie, inizia la via di rientro.

Il castello di Soncino. ©De Ambrosis

Si esce da Soncino imboccando via Prevosta, ai piedi del castello. Grazie a questa stradina ben asfaltata, si evita un bel pezzo di SS 498. Dopo aver percorso via Dosso, con un breve tratto sterrato ci si immette sulla strada statale all’altezza di Villacampagna. Con tutta la mia buona volontà non mi è stato possibile evitare di percorrere 6 chilometri sulla SS498 fino a Genivolta.

Uscendo dal paese, si svolta a sinistra in direzione Azzanello: la prima parte è su strada asfaltata, che poi si trasforma in un breve tratto sterrato. Da Azzanello ci si dirige verso Castelvisconti, proseguendo fino all’ingresso del paese di Bordolano costeggiando il parco dell’imponente Villa Zaccaria, divenuta, ai giorni nostri, un lussuoso ristorante.

Villa Zaccaria a Bordolano. ©De Ambrosis

Dopo la villa, si svolta a destra imboccando la SP 86. Al primo bivio si prende per Corte dei Cortesi. Da qui ci si immette sulla SP21. Un breve tratto è da percorrere su questa arteria, poi si gira a sinistra in direzione Monasterolo. Questo è un paesino che pare “imbalsamato” dal 1800: non c’è alcun segno di vita, solo vecchie case rurali e un’antica fattoria fortificata trasformata in residence.

L’antica fattoria fortificata di Monasterolo. ©De Ambrosis

Davanti all’ingresso di questo palazzo si curva lievemente a sinistra in discesa e la strada sterrata raggiunge in pochi metri l’Oglio. Qui, grazie ad un ardito ponte in legno ad uso pedonale, si può facilmente attraversare il fiume, ritrovandosi ai piedi di Monticelli d’Oglio. Per rientrare a Pontevico, non rimane che replicare, in senso inverso, i 4 chilometri percorsi all’andata.

Una delle tante immense fattorie. ©De Ambrosis

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