Guarda la prima parte dell’itinerario nel Parco Nazionale dello Stelvio, sulle tracce di gipeti e aquile reali
Nella prima parte del nostro itinerario abbiamo visto come, dopo quasi un secolo di assenza, oggi nello Stelvio è di nuovo possibile avvistare il maestoso volo del gipeto che contende all’aquila reale il dominio dei cieli. Ma i due carismatici rapaci non sono l’unica attrattiva di un’escursione in Val Zebrù.
Da non perdere
GRACCHI ALPINI
Neri col becco giallo, i gracchi alpini sono i corvidi d’alta montagna. Quasi sempre in gruppo, nidificano sulle pareti rocciose, dove compiono spettacolari manovre emettendo i loro caratteristici fischi. Si avvistano negli spazi erbosi presso il Rifugio Quinto Alpini. Nella stessa valle si possono osservare il grande corvo imperiale e, più in basso nei boschi di conifere, la nocciolaia.
CERVI E STAMBECCHI
Salendo lungo la Val Zebrù, nelle radure tra i boschi che rivestono i versanti della valle, si vedono regolarmente (soprattutto nelle ore serali e alla mattina presto) piccoli gruppi di cervi e caprioli al pascolo. Più in alto, dove il bosco lascia spazio alle rocce, compaiono, invece, gli stambecchi e i camosci, più facili da avvistare in questi grandi spazi aperti, anche in pieno giorno.
FIORI D’ALTA QUOTA
Mentre si aspetta il gipeto, vale la pena di dare uno sguardo da vicino ai ghiaioni nei pressi del Rifugio Quinto Alpini. Qui, nel mese di luglio, fanno capolino tra le rocce fiori di montagna splendidi e singolari, che “durano” solo qualche settimana. Tra questi, i gialli papaveri alpini, il camedrio alpino, i “cuscini” fucsia della silene e della sassifraga a foglie opposte, nonché la famosa stella alpina.
Il percorso in pratica
Per chi
Il fondovalle è adatto a tutti, ma raggiungere il Rifugio Quinto Alpini richiede un discreto allenamento.
Lunghezza
Circa 11 chilometri da Niblogo fino al rifugio.
Dislivello
Circa 1200 metri.
Durata
Cinque ore circa per l’ascesa fino al rifugio, dove si può anche soggiornare.
Cartografia
Carta escursionistica del parco.
Periodo
Tra la primavera e l’autunno, ma le belle giornate all’inizio dell’estate sono il momento migliore.
Equipaggiamento
Indispensabile il binocolo. Scarpe da trekking robuste (per il ghiaione) e una giacca a vento, perché a queste quote il tempo può cambiare rapidamente.
Come arrivare
Per arrivare in Val Zebrù da Bormio si prende la SP 29 del Passo Gavia e da San Nicolò o da Sant’Antonio si prosegue per località Madonna dei Monti fino al parcheggio di Niblogo (1.600 m) dove, lasciata la macchina, si entra nella Val Zebrù.
Cosa fare
L’Ente parco organizza escursioni guidate in tutte le stagioni, comprese alcune uscite dedicate al gipeto. Per conoscere le date, consultare il calendario sui siti del Parco (www.stelviopark.it e www.parks.it/parco.nazionale.stelvio).
Presso il Centro Visitatori di S. Antonio Valfurva, inoltre, c’è uno spazio dedicato al gipeto con un diorama che ne ricostruisce il nido, un’ottima introduzione al sentiero della Val Zebrù.Numeri utili
Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio, Bormio, tel. 0342 900811
Centro Visitatori di S. Antonio Valfurva, tel. 0342 945074
Punto Informazioni Torre Alberti, Bormio, tel. 0342 901654© riproduzione riservata
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