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ESCURSIONE IN TRENTINO – SECONDA PARTE

Quando le acque del lago si tingevano di rosso porpora

Quando le acque del lago si tingevano di rosso porpora
Il fenomeno dell'arrossamento estivo delle acque del Tovel negli anni Sessanta.

Francesco Tomasinelli Francesco Tomasinelli 16 Apr 2020

Guarda la prima parte dell’escursione al Lago di Tovel

 

L’arrossamento delle acque del lago di Tovel è un fenomeno antico. Non è chiaro chi per primo lo osservò ma Edgardo Baldi, tra i più noti idrobiologi italiani, già negli anni Trenta ne riconobbe il valore e condusse sulle rive del lago diverse campagne di rilievo volte a svelare la natura del fenomeno.

Durante l’estate, infatti, fino al 1964, il lago era soggetto a un fenomeno di arrossamento naturale delle acque, unico al mondo per intensità ed estensione.

La sua sponda sud ovest, nelle giornate estive serene, si tingeva progressivamente di porpora, come se nel lago fossero stati versati migliaia di litri di vino.

Il potere di un microrganismo

La spiegazione del fenomeno va ricercata in un’alga microscopica, un dinoflagellato per decenni conosciuto come Glenodinium sanguineum e oggi ribattezzato Tovéllia sanguinea, tuttora presente nel lago ma in concentrazioni molto più basse rispetto al passato. Il colore rosso è dovuto a pigmenti carotenoidi che colorano l’organismo.

L’alga Tovéllia sanguinea.

Nel periodo estivo, a seguito del riscaldamento superficiale del lago, i dinoflagellati risalivano verso la superficie, raggiungendo la concentrazione di 2-3.000 microrganismi per cm3 di acqua. Ma dal 1964 il fenomeno, che in passato era già apparso molto variabile, non si è più ripetuto.

La ricerca

Per studiare a fondo il processo è stato avviato, negli anni 2001-2004, un complesso progetto di ricerca, denominato SALTO (Studio sul mancato arrossamento del Lago di Tovel). Le indagini hanno indicato come causa più probabile la carenza di nutrienti (in particolare di fosforo) nelle acque.

Tali nutrienti erano forniti dai bovini che, pascolando sugli alpeggi in quota, concimavano il terreno con le loro deiezioni. Il prezioso fosforo così veniva portato a valle con le precipitazioni e, complice l’irraggiamento del sole, contribuiva largamente alla proliferazione algale.

Oggi che gli alpeggi sono meno estesi e le vacche più rare, la quantità di fosforo appare insufficiente a favorire la crescita algale.

Un evento ormai improbabile

Tuttavia, anche ripristinando la situazione precedente, è improbabile che la Tovellia riesca a tingere ancora di rosso le acque del lago perché nel frattempo sono mutate anche le condizioni ambientali (oggi il clima è più freddo e piovoso) e altre alghe sono diventate dominanti nell’ecosistema del Tovel.

Il modo migliore per rivivere la storia dell’arrossamento delle acque è visitare la casa del Parco e la vicina Stazione Limnologia del Lago di Tovel (sulla sponda settentrionale), gestita dal Museo Tridentino di Storia Naturale.

All’interno è visibile un piccolo museo che ricostruisce il fenomeno senza tralasciare l’ecologia della zona e i vari punti di interesse del Gruppo del Brenta. La stazione svolge anche una complessa attività di educazione ambientale e ospita corsi di specializzazione anche internazionali.

Non solo il percorso ad anello: il sentiero delle Glare

Chi arriva al Lago di Tovel con la navetta o ha ancora energia dopo il giro del Tovel può valutare di scendere a valle lungo il sentiero delle Gare.

Si tratta di un percorso molto diverso dall’itinerario ad anello che costeggia lo specchio d’acqua: dal Lago (1187 m) si arriva nei pressi del Bar Ristorante il Capriolo (800 m), dove si trovano il parcheggio e la stazione navette.

Ci vuole almeno un’ora e mezza per percorrere in discesa i 3 chilometri del tracciato, che è ottimamente segnalato. Dalle sponde del lago si scende rapidamente tra boschi di faggio fino a raggiungere ampie radure punteggiate di pini, betulle e orchidee.

La parte più interessante è la zona rocciosa delle Glare dove, 300 anni fa, una parte della montagna si staccò generando una gigantesca frana e una sconfinata distesa di pietre.

È il regno di piante specializzate come la Saxifraga paniculata che attecchisce tra le rocce nude esposte alla forza degli elementi.

La zona rocciosa delle Glare. ©Francesco Tomasinelli

Avvistamenti e riconoscimenti

La grande attrazione botanica del Lago di Tovel è l’orchidea scarpetta della Madonna (Cypripedium calceolus). Essendo qui molto diffusa, la si può facilmente vedere in fiore tra giugno e luglio nei boschi che cingono le sponde del lago, soprattutto nel versante sud.

Cypripedium calceolus. ©Francesco Tomasinelli

L’ancor più rara Leucorchis albida ha una simile distribuzione. Scendendo lungo il sentiero delle Glare e nelle radure si può, invece, ammirare un gran numero di Platanthera bifolia.

Leucorchis albida. ©Francesco Tomasinelli

Tra gli animali, l’aquila reale è uno degli avvistamenti più emozionanti: l’ideale è cercarla lungo i fianchi rocciosi delle montagne nelle mattine di sole, quando i rapaci veleggiano spinti dalle correnti termiche.

Sulla parete nord del Monte Corno si scorgono facilmente i camosci, mentre i caprioli si possono incontrare al crepuscolo tra le radure del bosco, dove non è raro scorgere anche la sagoma scura del corvo imperiale. Maggio è il momento della rana temporaria che forma vasti raduni riproduttivi nelle acque del lago.

L’ITINERARIO IN BREVE

Per chi

L’itinerario è adatto a tutti.

Lunghezza

5 km, con deviazione alla cascata.

Durata

Circa due ore per l’anello completo, ma è meglio considerare l’intera giornata se si fanno osservazioni naturalistiche o ci si concede un po’ di relax lungo il lago.

Dislivello

Meno di 150 metri.

Cartografia

Cartine dettagliate sono disponibili presso il centro visite sul lago. In ogni caso la segnaletica è ottima ed è impossibile perdersi.

Periodo

Dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, evitando i weekend estivi.

Equipaggiamento

Scarpe da trekking o da ginnastica e giacca a vento, anche d’estate. Un binocolo è sempre utile per avvistare gli uccelli e i camosci sulle vette.

Come arrivare

Uscita a San Michele all’Adige sull’autostrada A22 del Brennero, puntando verso la Val di Non e seguendo per Tuenno, da dove il Lago di Tovel dista circa 11 chilometri. Non è possibile arrivare in auto fino alle sponde e si parcheggia l’auto a circa 300 metri.

D’estate ci sono limitazioni per gli accessi in auto: dalle 10 alle 16 si arriva solo fino al parcheggio Il Capriolo dove si può prendere il bus navetta o andare a piedi lungo il sentiero delle Glare. La formula di gran lunga migliore e più economica è prendere il bus che conduce gratuitamente da Tuenno fino al lago.

Parco Adamello Brenta, www.pnab.it.

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