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Ginkgo Biloba, il fossile bonsai

Ginkgo Biloba, il fossile bonsai

Lorenzo Ciotti Lorenzo Ciotti 4 Dic 2018

Il bonsai (pianta in piccolo vaso) è un tipo di coltivazione di essenze arboree, che vengono volutamente mantenute in miniatura tramite un lavoro di potatura e pinzatura dei rami e dalla riduzione delle radici. Essi possono essere educati in vari stili (a cascata, eretto formale e informale, spazzato dal vento, boschetto, a scopa rovesciata ecc), a seconda del tipo di pianta che si sta coltivando. La scelta del vaso nel quale verrà posata la pianta sarà di vitale importanza per l’estetica generale del bonsai. Botanica e arte si fondono, dando vita a un lavoro che cambia forme e colori con il mutare delle stagioni.

Ginkgo Biloba

Cenni generali

Essenza orientale, nativa della Corea, della Cina e del Giappone, si tratta di un vero esemplare preistorico giunto fino a noi. In pochi lo sanno, ma il Ginkgo Biloba è classificabile come conifera, nonostante le foglie bilobate e sia una pianta spogliante. La splendida veste autunnale, con le foglie color giallo brillante, ne fanno una delle essenze più ammirate e coltivate dai bonsaisti. Il bonsai è generalmente adatto anche a neofiti, in quanto la sua difficoltà di coltivazione è relativamente bassa.

Annaffiatura

Come per l’acero palmato e molte altre specie native dell’estremo oriente, anche per il Ginkgo Biloba vale la stessa regola: quando il substrato risulta asciutto al tatto, allora il bonsai va annaffiato. In inverno le irrigazioni andranno distanziate anche di dieci-quindici giorni. In estate la pianta necessiterà di acqua tutti i giorni, pssibilmente nella prima mattinata.

Esposizione

Il Ginkgo Biloba andrà posto a mezz’ombra in estate, specialmente nelle ore più assolate della giornata. Nonostante sia un’essenza resistente, i raggi solari rischiano di danneggiare il fogliame. In inverno va posto al riparo dalle gelate, mentre in autunno e primavera, la pianta dovrà accumulare luce dai raggi del sole, al fine di dare più forza e brillantezza alle foglie.

Substrato e rinvaso

Il substrato è il terreno in cui andrà posata la pianta nel vaso. L’ideale sarebbe un mix composto al 50% da pietra pomice a grana fine o akadama, 25% di lapillo vulcanico a grana fine, 25% di terriccio universale di alta qualità o humus di lombrico. Il rinvaso andrà effettuato in primavera, prima che le foglie escano dalle gemme.

Concimazione

Da Aprile a Luglio, con concime solido organico a lenta cessione, facilmente reperibile online o negli store specializzati, e da settembre a inizio novembre, con concime solido o liquido organico a lenta cessione.

Malattie e parassiti

Afidi, acari e oidio sono gli agenti patogeni che generalmente colpiscono la pianta. Possono iniziare in tarda primavera, fino al protrarsi dell’autunno. La cura migliore è la prevenzione: un ambiente ben areato e dei prodotti acaricidi e aficidi da spruzzare da gennaio a febbraio sul tronco e sui rami, a distanza di 15 giorni uno dall’altro. Per stroncare un attacco, in primavera, estate o autunno, si applicherà sulla pianta un prodotto acaricida o aficida ogni dieci giorni, per un totale di almeno 3 interventi. La regola generale è quella di non dare mai questi prodotti mentre la pianta è a diretto contatto con i raggi solari.

Stile

Eretto formale o informale e a boschetto sono gli stili da preferire.

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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