A una prima occhiata il piccolo mammifero ritratto nella foto sembra soltanto un topo, ma in realtà si tratta di un toporagno elefante o “sengi” (famiglia dei Macroscelididi), un formidabile predatore di insetti che vive nelle savane africane.
Il suo lunghissimo naso, simile a una proboscide, alla quale si deve il suo nome comune, gli serve per scovare insetti e lombrichi nel terreno, seguendo le loro tracce odorose durante le sue continue perlustrazioni sul terreno.

Il lungo naso multiuso degli elefanti. © Michael Wick/Shutterstock.com
La proboscide del “vero” elefante non ha molto in comune con quella di questo piccolo insettivoro.
Si tratta sempre di una modificazione del naso (e i due organi sono quindi omologhi), ma può fare molto di più, oltre a rilevare odori sul terreno senza far inginocchiare l’elefante: è un braccio multiuso con l’estremità in grado di afferrare come una mano e può sollevare diversi quintali.
È anche un formidabile aspiratore, capace di risucchiare fino a 15 litri di acqua in pochi secondi.
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