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Viaggi e outdoor
Italia

In collaborazione con:

LE NUOVE GUIDE DEL SENTIERO ITALIA CAI / VOLUME 5 (P10)

Al cospetto di Campo Imperatore

Al cospetto di Campo Imperatore
L’osservatorio astronomico e il Corno Grande. © Francesco Cappellari

Redazione Redazione 13 Set 2021

La nuova guida del trekking più lungo del mondo, il Sentiero Italia CAI, ben 7638 km in oltre 500 tappe. Per raccontarlo tutto è stata realizzata una guida in 12 volumi in collaborazione fra CAI e Idea Montagna, che percorre e descrive l’intero Sentiero.

Le nuove guide sono dei piccoli “compendi” del tratto di territorio che il camminatore esplorerà, con l’obiettivo di “formare” escursionisti consapevoli e dar modo a chi cammina di apprezzare non solo il sentiero, ma anche la profonda ricchezza culturale e tradizionale offerta dalle montagne del nostro Paese.

Le guide saranno disponibili sugli store dei siti Idea Montagna e Club Alpino Italiano e in tutte le librerie della penisola, in particolare quelle specializzate nell’outdoor.

Del Volume 5 del Sentiero Italia CAI vi presentiamo in anteprima la tappa P10 “Santo Stefano di Sessanio – Rifugio Duca degli Abruzzi”.

Campo Imperatore è un ambiente unico, non paragonabile ad alcuno degli innumerevoli paesaggi attraversati dal Sentiero Italia. Le spettrali rovine della grangia cistercense di Santa Maria del Monte rendono il tutto ancora più affascinante. Alla fine della tappa si entra nel cuore del massiccio del Gran Sasso per calcarne la vetta più alta, il Corno Grande.

Il Corno Grande da Campo Imperatore. © Stefano Ardito

Dal centro di Santo Stefano di Sessanio si scende alla SP7, la si segue verso nord passando davanti alla Locanda del Palazzo, seguendo poi le indicazioni per la Locanda del Lago, di fronte alla quale si va a sinistra per la stradina che attraversa la pianura tra i monti e si prende a salire diritti per un ripido tratturo. Un cartello indica il sentiero 200. Si attraversa una bella prateria, quasi spoglia di alberi, e si raggiunge un’ampia sella da dove si ammira finalmente il Gran Sasso.

Campo Imperatore e la catena meridionale del Gran Sasso. © Marta Zarelli

Dalla dorsale si scende dolcemente su un bellissimo prato fino a una strada sterrata che scende dolcemente per i vastissimi prati. All’altezza di una caratteristica vecchia costruzione ad arco, la stradina ricomincia a salire presso i fianchi del Monte Cecco d’Antonio.

Raggiunta l’ampia sella tra il Monte Cecco d’Antonio, a destra, e il Monte Mesola, a sinistra, la traccia vira decisamente a sinistra, contornando il Monte Mesola e restando sopra la piana. In fondo a destra è impressionante allo sguardo la vasta pianura di Campo Imperatore.

Si scende a mezzacosta per il prato fino a che diventa pianeggiante. Si iniziano a vedere i ruderi della costruzione diroccata della grangia cistercense di Santa Maria del Monte.

Arrivo alla grangia cistercense di Santa Maria del Monte. © Francesco Cappellari

Si lascia a destra la grangia per scendere su una bellissima e larga traccia erbosa raggiungendo la grande piana del Lago di Passaneta. Si risale brevemente per scendere al Lago di Barisciano. Attraversata tutta la grande pianura, si punta a una stretta valletta semi-rocciosa tra il Monte Carpelone e Cima Faiete.

Dopo la strettoia si approda a un’altra grande piana, si scorge in alto il cocuzzolo erboso di Monte Cristo.

Puntando alla parte opposta, un’altra valletta consente, ora con marcata salita, di raggiungere i pendii sottostanti la strada provinciale SP17bis.

In corrispondenza di un ampio piazzale si imbocca la strada sterrata che scende nella conca erbosa della Fossa di Paganica fino al ripido sentiero. Dalla dorsale si scorgono chiaramente i paesi di Assergi e di Fonte Cerreto. A quota 2080 m la traccia inizia ad attraversare a sinistra con andamento semi-pianeggiante, con leggere risalite, fino a un’ampia sella da dove si scorge il Rifugio Duca degli Abruzzi. La traccia spiana tra i prati, sotto il Passo di Campo Imperatore. Per un breve tratturo si guadagna l’ampio piazzale, dove sono evidenti il vecchio albergo (dove fu imprigionato Benito Mussolini), l’osservatorio astronomico e l’ostello sorto sulla stazione della vecchia funivia.

Il Rifugio Duca degli Abruzzi. © Francesco Cappellari

Dal passo si punta al sentiero che sale verso il Rifugio Duca degli Abruzzi. Il panorama da qui è splendido: verso nord-est il Corno Grande (2912 m), cima più alta dell’intero Appennino, mentre, sui suoi fianchi meridionali, il più dolce e ben più basso Monte Aquila (2494 m). Verso nord si distende la lunga e affascinante Val Maone, sovrastata del triangolare Pizzo d’Intermesoli (2635 m).

La “grangia” di Santa Maria del Monte

Ruderi alla grangia cistercense di Santa Maria del Monte. © Francesco Cappellari

Pochi muri, a circa 1600 metri di quota, testimoniano oggi della presenza di uno dei monumenti medievali più interessanti del Gran Sasso. La “grangia” (una struttura agricola di proprietà monastica) di Santa Maria del Monte, fondata nel 1222 dai Cistercensi di Santa Maria di Casanova.

È ancora oggi possibile osservare i resti di una grande masseria, recintata da mura di protezione, che prevedeva all’interno edifici residenziali, di stoccaggio, di produzione e di servizio per i pastori. Non mancavano la cappella, l’infermeria e le camere di reclusione. Oggi se ne possono osservare gli imponenti ruderi, gli edifici, le cisterne e i recinti per il bestiame, ai margini dei pascoli di Campo Imperatore. Un sito che colpisce per la sua estensione in un’area così elevata e deserta della montagna aquilana.

 

Non perdere le altre tappe del Sentiero Italia CAI

  • Tappa L05 “Badia Prataglia – Passo La Calla”
  • Tappa G19-G20 “Passo del Faiallo – Il Giovo”
  • Tappa C02 “Peio – Bagni di Rabbi”
  • Tappa C17N “Rifugio Bolzano – Rifugio Alpe di Tires”
  • Tappa A08 “Rifugio Casa Alpina Julius Kugy  – Rifugio Pellarini”
  • Tappa B03 “Pralongià – Rifugio Lagazuoi”
  • Tappa E11 “Terme di Valdieri – Rifugio Città di Ceva Al Malinvern”
  • Tappa G34 “Sella Della Valletta – Tetti Delle Donzelle”
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