Nel cuore della Val di Fiemme, a Predazzo, sorge un luogo che è molto più di un semplice spazio espositivo: il Museo Geologico delle Dolomiti. Incastonato tra i gruppi montuosi Patrimonio Mondiale UNESCO, questo museo è la porta d’accesso per comprendere l’anima geologica e la storia profonda dei Monti Pallidi. Non solo rocce, minerali e fossili, ma un viaggio nel tempo lungo 280 milioni di anni che ci rivela come questo paesaggio unico sia nato, si sia trasformato e continui a evolversi.
Viaggio nel tempo
Il Museo Geologico di Predazzo è nato nel 1899 per valorizzare il patrimonio geologico locale. Fin dai primi anni dell’Ottocento, la zona era diventata un polo d’attrazione per la geologia mondiale a seguito di una scoperta rivoluzionaria che aiutò a cambiare le teorie dominanti dell’epoca.
Dal 2012 il Museo è sezione territoriale del MUSE di Trento e oltre a raccontare la storia geologica delle Dolomiti, è un centro vitale di ricerca e divulgazione, focalizzato sul valore paesaggistico, culturale del territorio dolomitico e sulla comprensione dei cambiamenti ambientali in atto.
Le sue collezioni scientifiche, con oltre 18.000 esemplari, custodiscono la più ricca raccolta italiana di fossili invertebrati delle scogliere medio-triassiche, un tesoro inestimabile per la comunità scientifica.
- © Jacopo Salvi / MUSE
- © Michele Purin / MUSE
- © Michele Purin / MUSE
Un museo per tutti i gusti
Qui, si possono ammirare da vicino i fossili marini della Marmolada e del Latemar e le piante fossilizzate del Triassico, preservate miracolosamente dall’attività vulcanica, oppure incontrare la riproduzione a grandezza naturale di un arcosauro – un grande rettile terrestre simile a un coccodrillo – che popolava le Dolomiti circa 240 milioni di anni fa: le sue impronte sono state ritrovate impresse nelle rocce del gruppo del Catinaccio.
Al Museo anche la tecnologia aiuta a entrare in confidenza con rocce minerali e fossili. Il progetto GEOdi – Geologia digitale permette a visitatrici e visitatori di compiere un’esperienza immersiva alla scoperta della geologia del Trentino e delle Dolomiti tra scenari inaspettati grazie all’uso di un visore per la realtà virtuale.
L’approccio educativo del museo è innovativo e inclusivo, costruito a partire dalle esigenze del pubblico. Le famiglie, in particolare, possono intraprendere un’esplorazione autonoma e stimolante grazie a strumenti dedicati come il kit “Al museo con Petra”, una guida di esplorazione museale con mappe, giochi e attività interattive che prevedono la stretta collaborazione tra adulti e bambine e bambini. Ma non mancano altre proposte, come laboratori, incontri, visite guidate che abbracciano tutte le fasce di età.
- © Jacopo Salvi / MUSE
- © Jacopo Salvi / MUSE
- © Matteo De Stefano / MUSE
Laboratori a cielo aperto
La mission del museo si estende oltre le sue mura, promuovendo un’esplorazione consapevole e il senso di responsabilità e rispetto per la natura e il paesaggio. In forte sinergia con il territorio, il museo promuove l’educazione all’aperto (Outdoor Education). Ne è esempio il Geotrail Dos Capèl, un percorso geologico sviluppato in collaborazione con LatemarMontagnaAnimata e Latemarium che si snoda tra le pendici del Latemar. Qui, in un ambiente mozzafiato, si entra in contatto con l’anima geologica delle Dolomiti attraverso un percorso con postazioni interattive che raccontano di antiche spiagge tropicali, abissi marini e lava incandescente e di come sta cambiando il paesaggio attuale.
Grazie a un costante impegno verso l’accessibilità e l’inclusione, il museo opera per rendere questo straordinario patrimonio accessibile a ogni persona, trasformandosi da custode di reperti in uno spazio di confronto e riflessione sulla natura e sul nostro futuro, interpretando e re-interpretando in continuazione il racconto della nostra Terra.
(continua…)
Parte 1 – Un’avventura sorprendente
Parte 2 – La forza di un noi esteso
Parte 3 – Naturale meraviglia
Parte 4 – Il museo diffuso
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