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Viaggi e outdoor
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In collaborazione con:

DIARIO DI BORDO DI WOODVIVORS - SETTIMA PUNTATA

Woodvivors, alla scoperta dell’entroterra campano

Woodvivors, alla scoperta dell’entroterra campano
Foto di Maria Lo Meo

Redazione Redazione 20 Nov 2021

Andare a piedi da Palermo a Torino in compagnia di due mule è la grande avventura di Woodvivors, il progetto ideato dal palermitano Francesco Paolo Lanzino alla scoperta del lato rurale del nostro Paese. Continua il resoconto del viaggio che ha attraversato Calabria e Basilicata ed è ora entrato in Campania.

di Francesco Paolo Lanzino

La bellezza dei Parchi campani, l’emozionante anteprima del documentario e l’incontro con le vacche podoliche: siete curiosi di scoprire dove sono stati i Woodvivors dopo aver attraversato il Cilento?

Foto di Maria Lo Meo

A Montesano (SA) si apprezza la vera ricchezza del territorio, immerso nel verde e rinfrescato da sorgenti cristalline. Conoscere e riprendere il maestro campanaro Antonio Stamato è stato molto affascinante ed istruttivo, Antonio costruisce campane per mucche, capre ed animali da gregge. Montesano è un luogo unico e suggestivo che ci ha permesso di procedere senza fatica.

Da Cervati arriviamo vicino a Corleto Monforte attraversando il bellissimo Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Ci siamo fermati da Simone che con le vacche, produce caciocavallo ripieno di burro, che ci è stato offerto per colazione il giorno successivo con pane e marmellata. Corleto Monforte è ubicata su una cresta degli Alburni, le rocce bianche calcaree e la vegetazione segnano i confini della cittadina. Il panorama è avvolto dai salici che salvano dal caldo torrido di agosto.

Da Corleto Monforte a Montevivo, bellissima tappa nel paesaggio del Cilento, la valle è piena di cavalli liberi. Ci sono colline e campagne rispetto alle grandi montagne che abbiamo visto sino ad ora. A Montevivo abbiamo dormito dentro un castagneto.

Foto di Maria Lo Meo

Da Casone siamo arrivati a Sicignano degli alburni. All’agriturismo “la loggia deli Alburni”, abbiamo ricominciato le riprese da Antonino e al suo castagneto biologico. Sicignano è un borgo molto carino con un castello medievale. Il territorio comunale sorge fra la valle del Tanagro ed i Monti Alburni, qui conosciamo Alessandro sapienza, allevatore di vacche podoliche. Le vacche podoliche sono razza ormai rara. Di stazza imponente, sono giunte sino a Sicignano per misteriose vie dai Balcani. Un tempo utilizzate per i lavori più duri, hanno carne sapida per via delle erbe che brucano andando a zonzo tra boschi, radure e garighe. Il loro latte viene munto solo in certi periodi dell’anno e viene utilizzato principalmente per il caciocavallo. Allevare questi animali richiede dedizione e tanta cura, ci spiega Alessandro. L’allevamento della Podolica avviene in ambienti marginali e poco fertili, questa tipologia di mucca riesce a produrre nonostante ci siano scarse risorse nel territorio, motivo per cui questa razza rappresenta un valido strumento ecologico di gestione delle risorse nel territorio.

Da lì continuano le riprese in furgone a Buccino da uno stagnino che ci ha fatto vedere le varie lavorazioni dell’acciaio ed ha realizzato per noi un secchio in acciaio inox Per la mungitura.

Foto di Maria Lo Meo

Procedendo tra i territori montuosi si arriva a Campagna. Le vallate che troviamo su questo territorio sono principalmente utilizzate per le colture orticole. Campagna è accanto il fiume, finalmente ci godiamo un po’ di fresco nei giorni caldi. Da campagna ad Acerno. Siamo stati fermi lì qualche giorno ad “Il Capanno”. Un noceto con maneggio e area attrezzata.

Tramite una persona che segue il progetto, abbiamo avuto la possibilità di far vedere l’anteprima del documentario presso il comune di Carmagnola alla serata di cinema all’aperto nei borghi, organizzata dal cinema Elios. È stato davvero molto bello presentare l’anteprima del nostro progetto. L’interesse manifestato dalla gente del luogo ci ha riempito di speranza e ci ha dato una nuova carica per continuare il nostro sogno con più motivazione che mai.

 

Acerno: lo staff sul campo è rimasto fermo tre giorni. Si riparte da Acerno a Casa Rocchi nel parco Picentini. Bella tappa abbastanza tosta, ma dentro il bosco si possono apprezzare meravigliose cascate e fiumi.

 

Da casa rocchi a Contrada, tappa lunga e caldissima, le mule non avevano acqua e hanno bevuto nella fontana del paese! A Contrada abbiamo incontrato i “va sentiero” che stavano scendendo verso sud. Da contrada a Monteforte Irpino, ci fermiamo su una pineta vicino il castello del paese.

Foto di Maria Lo Meo

Da Monteforte a Monte Vergine, tappa con una salita impegnativa. Arrivati Monte Vergine tra Avellino e Napoli nel parco regionale del Partenio, abbiamo apprezzato la bellissima vista del Vesuvio. Siamo rimesti fermi li 2 notti per una tempesta che ha rotto tutte le tende.

 

Da Monte Vergine a Rifugio Acqua delle Vene, abbiamo bevuto da una sorgente nel bosco ed incontrato un pastore che ci ha regalato del pecorino. Da Acqua delle Vene a San Martino a valle Caudino siamo stati ospiti della squadra anti incendi e la protezione civile.

 

Procedendo verso Cirignano siamo saliti su Monte Taburno dove ci siamo fermati al rifugio della volpe, il caldo è stato nostro nemico e gli animali si rifiutavano di procedere. Decidiamo, così, di partire la sera da Taburno per dirigerci verso Frasso Telesino.

Leggi qui le altre parti del Diario di bordo di Woodvivors

  • Prima puntata
  • Seconda puntata
  • Terza puntata
  • Quarta puntata
  • Quinta puntata
  • Sesta puntata
  • Settima puntata

 

  • argomenti
  • campania
  • Woodvivors

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