La nuova guida del trekking più lungo del mondo, il Sentiero Italia CAI, ben 7638 km in oltre 500 tappe. Per raccontarlo tutto è stata realizzata una guida in 12 volumi in collaborazione fra CAI e Idea Montagna, che percorre e descrive l’intero Sentiero.
Le nuove guide sono dei piccoli “compendi” del tratto di territorio che il camminatore esplorerà, con l’obiettivo di “formare” escursionisti consapevoli e dar modo a chi cammina di apprezzare non solo il sentiero, ma anche la profonda ricchezza culturale e tradizionale offerta dalle montagne del nostro Paese.
Le guide saranno disponibili sugli store dei siti Idea Montagna e Club Alpino Italiano e in tutte le librerie della penisola, in particolare quelle specializzate nell’outdoor.
Del Volume 12 del Sentiero Italia CAI vi presentiamo in anteprima la tappa A08 “Rifugio Casa Alpina Julius Kugy – Rifugio Pellarini”.

Gli impressionanti colossi del Monte Nabois e dello Jôf Fuârt fanno da cornice a questa tappa breve e poco impegnativa che porta al Rifugio Pellarini. Il dislivello si concentra quasi interamente nella seconda metà della salita, con un breve tratto di sentiero attrezzato, poco impegnativo, nel bosco che precede l’arrivo al rifugio, un vero belvedere sulla porta delle Alpi Giulie.

Salendo verso il Rifugio Pellarini. © Anna Sustersic
La Casa Alpina Julius Kugy, che si trova subito dopo le prime case di Malborghetto Valbruna segna l’inizio della tappa. Lasciate le ultime case, si segue una sterrata con le indicazioni Alpe Adria Trail. Si supera il Torrente Saisera, entrando in una bella faggeta. La strada nel bosco arriva in breve a Pian dei Carboneri, da dove parte la teleferica per il Rifugio Pellarini. Il sentiero diventa piuttosto ripido, ma di nessuna difficoltà, fino al Rifugio Pellarini (1499 m), sotto gli splendidi torrioni dello Jôf Fuârt (2661 m) e del Monte Nabois (2301 m). Sono presenti più punti di approvvigionamento acqua, nonostante il tempo per arrivare da Valbruna al Rifugio Pellarini sia solo di 2 ore e 30 minuti.

Il Rifugio Pellarini. © Anna Sustersic
I signori delle cenge
Se fra ghiaioni e cenge sentite un fischiare ambiguo, aguzzate la vista, potrebbe essere il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra), che avverte i compagni della vostra “sgradita” presenza. Fischia in maniera non dissimile dal nostro fischiettare, ma lo fa solo in caso di pericolo, altrimenti si accontenta di belare o di produrre un verso simile all’abbaiare. Li vedrete sgambettare verso l’alto, su pareti apparentemente inaccessibili.
Non sperate di poterli avvicinare, passando inosservati: i principi delle rocce hanno un olfatto finissimo, vista e udito estremamente sensibili. Accontentatevi di osservare da lontano!

Tramonto sulle cime dal Rifugio Pellarini. © Anna Sustersic
Non perdere le altre tappe del Sentiero Italia CAI
- Tappa L05 “Badia Prataglia – Passo La Calla”
- Tappa G19-G20 “Passo del Faiallo – Il Giovo”
- Tappa C02 “Peio – Bagni di Rabbi”
- Tappa C17N “Rifugio Bolzano – Rifugio Alpe di Tires”
- Tappa B03 “Pralongià – Rifugio Lagazuoi”
- Tappa E11 “Terme di Valdieri – Rifugio Città di Ceva Al Malinvern”
- Tappa G34 “Sella Della Valletta – Tetti Delle Donzelle”




