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Viaggi e outdoor
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In collaborazione con:

LE NUOVE GUIDE DEL SENTIERO ITALIA CAI / VOLUME 3 (S06)

Tra il Tanagro e il Sele, terra di castelli

Tra il Tanagro e il Sele, terra di castelli
Altana di avvistamento lungo il sentiero che collega Sicignano degli Alburni a Galdo. © SICAI

Redazione Redazione 15 Nov 2021

La nuova guida del trekking più lungo del mondo, il Sentiero Italia CAI, ben 7638 km in oltre 500 tappe. Per raccontarlo tutto è stata realizzata una guida in 12 volumi in collaborazione fra CAI e Idea Montagna, che percorre e descrive l’intero Sentiero.

Le nuove guide sono dei piccoli “compendi” del tratto di territorio che il camminatore esplorerà, con l’obiettivo di “formare” escursionisti consapevoli e dar modo a chi cammina di apprezzare non solo il sentiero, ma anche la profonda ricchezza culturale e tradizionale offerta dalle montagne del nostro Paese.

Le guide saranno disponibili sugli store dei siti Idea Montagna e Club Alpino Italiano e in tutte le librerie della penisola, in particolare quelle specializzate nell’outdoor.

Del Volume 3 del Sentiero Italia CAI vi presentiamo in anteprima la tappa S06 “Sicignano Degli Alburni – Contursi Terme”.

Partendo dalla bellissima fontana monumentale nella parte alta del borgo di Sicignano degli Alburni, si scende fino a un punto panoramico con una vista che spazia in direzione di Potenza e del Vallo di Diano. Continuando, ci si addentra nel cuore della parte vecchia del paese, fino a una biforcazione verso il sentiero che collega Sicignano con il piccolo abitato di Galdo. Il sentiero è immerso nella macchia mediterranea; si arriva a passare ruderi di vecchie abitazioni diventate stalle per capre e vicoli molto stretti fino a giungere alla Chiesa di Santa Maria dei Magi.

Il Castello Giusso, ricostruito sui resti di strutture longobarde e normanne. © SICAI

Si procede in discesa passando un piccolo ponticello, un tratto di asfalto dissestato, e si prosegue il cammino su una strada secondaria che taglia la campagna e innumerevoli oliveti. La vista spazia su Sicignano e sui Monti Alburni. Si passano vecchie fattorie, uno slargo con una fontana, fino ad attraversare la SP19, procedendo sul fondo di una pianura alluvionale, coltivata a ulivi e vigneti.

Peperoncini rossi piccanti al mercato di Sicignano degli Alburni. © SICAI

Dopo un incrocio con la SP36a, si scende costeggiando dapprima un paesaggio brullo e poi una valle molto verde e selvaggia che costeggia il Fiume Tanagro. Poco dopo si passa sotto al viadotto della A2 e si lascia la strada asfaltata. La sterrata, dapprima pianeggiante, sale fino a passare nuovamente sotto ai due viadotti e ridiventa asfaltata. Si continua in un contesto dominato da uliveti e pale eoliche, che in questo tratto caratterizzano il paesaggio.

Il Castello Giusso domina la cittadina di Sicignano degli Alburni, a picco sulla Valle del Sele. © SICAI

Raggiunto un gruppo di case si continua fino alla fine della strada asfaltata dove, dietro l’ultima abitazione, si intercetta una strada sterrata che scende in direzione della pianura sottostante, fino al limitare del bosco dal quale si segue il lato destro del Fiume Tanagro. Il sentiero prosegue nel bosco discostandosi dal fiume fino a un grande campo. Attraversato il fosso in un piccolo guado, si continua su una ripida mulattiera, uscendo dal fondovalle.

Il tratturo arriva a incrociare una strada asfaltata secondaria, sulla quale si continua dapprima in pianura per poi salire ripidi nel bosco. Giunti alla prima abitazione, si inizia a scorgere in lontananza la cittadina di Contursi Terme. Si scende tra gli ulivi e, passato un oleificio, una ripida salita raggiunge le prime abitazioni del centro di Contursi Terme, arroccato appena sopra.

Giovani vitigni nella Valle del Sele dove la produzione più diffusa è il Paestum IGT. © SICAI

Crocevia storico tra Campania, Lucania e le Calabrie

Il borgo di Scignano degli Alburni, di origine molto antica, vede il suo massimo splendore in età medievale quando diviene borgo fortificato con un castello appartenuto alla famiglia Giusso, struttura difensiva d’eccezione di tutta l’area campana. A pianta poligonale, l’edificio viene ricostruito, sui resti di strutture longobarde e normanne, tra il XIV e il XV secolo, secondo impianti architettonici e decorativi propri della cultura tardo-gotica di influenza francese. Ci si può arrivare percorrendo i vicoli di San Matteo, un dedalo di viuzze dove il tempo sembra essersi fermato in epoca medievale.

 

Non perdere le altre tappe del Sentiero Italia CAI

  • Tappa L05 “Badia Prataglia – Passo La Calla”
  • Tappa G19-G20 “Passo del Faiallo – Il Giovo”
  • Tappa C02 “Peio – Bagni di Rabbi”
  • Tappa C17N “Rifugio Bolzano – Rifugio Alpe di Tires”
  • Tappa A08 “Rifugio Casa Alpina Julius Kugy  – Rifugio Pellarini”
  • Tappa B03 “Pralongià – Rifugio Lagazuoi”
  • Tappa E11 “Terme di Valdieri – Rifugio Città di Ceva Al Malinvern”
  • Tappa G34 “Sella Della Valletta – Tetti Delle Donzelle”
  • Tappa P10 “Santo Stefano di Sessanio – Rifugio Duca degli Abruzzi”
  • Tappa P14 “Campotosto – Amatrice”
  • Tappa E60 “Alpe Veglia – Alpe Devero”

 

  • argomenti
  • Sentiero Italia CAI

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