La nuova guida del trekking più lungo del mondo, il Sentiero Italia CAI, ben 7638 km in oltre 500 tappe. Per raccontarlo tutto è stata realizzata una guida in 12 volumi in collaborazione fra CAI e Idea Montagna, che percorre e descrive l’intero Sentiero.
Le nuove guide sono dei piccoli “compendi” del tratto di territorio che il camminatore esplorerà, con l’obiettivo di “formare” escursionisti consapevoli e dar modo a chi cammina di apprezzare non solo il sentiero, ma anche la profonda ricchezza culturale e tradizionale offerta dalle montagne del nostro Paese.
Le guide saranno disponibili sugli store dei siti Idea Montagna e Club Alpino Italiano e in tutte le librerie della penisola, in particolare quelle specializzate nell’outdoor.
Del Volume 1 del Sentiero Italia CAI vi presentiamo in anteprima la tappa Z12 “Orosei – Dorgali”.

Questa tappa del Sentiero Italia in Sardegna tocca il mare con una lunga camminata litoranea, fiancheggiando a lungo la Riserva Naturale di Avalè Su Petrosu. Gli ultimi chilometri risalgono il Monte Ruju e il Monte Bardia offrendo spettacolari panorami.
Dal centro storico medievale di Orosei ci si dirige in direzione sud-est verso l’argine destro del Fiume Cedrino. Proseguendo lungo il fiume, tra le canne palustri e la vegetazione ripariale, si possono osservare anatre, gallinelle d’acqua, garzette e aironi. Verso ovest invece si susseguono campi, orti e frutteti. Poco prima di raggiungere la foce, si segue la strada per superare il ponticello che conduce alla spiaggia. Si gira a destra e si segue la strada sterrata verso sud-ovest costeggiando a sinistra la spiaggia e a destra il piccolo Rio Osalla. Si cammina stretti tra lo stagno della Riserva Naturale di Avalè Su Petrosu e la spiaggia. Si supera il porto passando su un piccolo ponticello di legno malconcio. Queste bocche a mare dello stagno vennero create negli anni ’80 per migliorare l’affluenza di acqua salmastra verso l’interno.

L’inizio della pineta di Osalla, guardando verso Orosei.
Presto si giunge a una piacevole pineta, che risale alle opere di bonifica iniziate nel 1933. Le abbondanti piantagioni di Pinus pinea hanno dato origine a un nuovo ecosistema, che necessita però di continua manutenzione. L’area dello stagno è tutelata e riconosciuta come di interesse comunitario e nelle sue acque si pescano orate, spigole, sogliole, anguille e mormore.
Il sentiero giunge nei pressi di un altro porticciolo turistico. Superati i primi massi che delimitano il molo, si scende a sinistra per attraversare la spiaggia e superare il promontorio che separa il porto da Cala Osalla. Proprio su questo promontorio sorge il piccolo ma affascinante Nuraghe Gulunie.
Se la marea lo consente si prosegue per aggirare un secondo e più ampio promontorio, direttamente sulle rocce bagnate dal mare.
Si raggiunge una piccola spiaggia di sassi e un affascinante arco di pietra. La visuale si apre così sui magnifici colori del mare e della spiaggia di Cala Cartoe che si attraverserà a breve, prima di iniziare la parte più impegnativa della tappa.

Arco di roccia nei pressi di Cala Cartoe.
Cominciano, infatti, alcuni tratti in salita su fondo ghiaioso e ben presto il sentiero si fa erto, tra ginepri e tamerici. Si incontra un bivio e il Sentiero Italia prosegue in salita e volgendo lo sguardo alle spalle cominciano ad aprirsi splendide viste sul Golfo di Orosei mentre lungo il sentiero si possono osservare notevoli esemplari di olivastri e ginepri. Si superano diversi ghiaioni e qualche breve tratto esposto, compiendo i primi passi sul calcare.
In località Cuile Satintura, s’incontra la prima “pinnetta”, antiche costruzioni utilizzate dai pastori che somigliano molto alle più antiche capanne nuragiche.
Si continua a seguire il sentiero e si raggiunge la prima cima della tappa, il Monte Irveri a 616 m. La vista è mozzafiato e spazia verso nord-est su Cala Cartoe, il Golfo di Orosei, il Monte Tuttavista e, in lontananza, il Monte Albo.
Comincia una breve discesa in cresta verso il Cuile Ziu Tattanu attraversando un tratto esposto tutto su roccia e si arriva a un valico: si prosegue in salita verso Bocca di Irghiria, Passo Littu a 300 m di quota. Giunti al Cuile del Monte Ruju, poco prima della vetta, il Sentiero Italia prosegue dritto, lasciandosi la cima sulla sinistra e si prosegue verso ovest in cresta, a tratti in un bel sottobosco, salendo parallelamente alla costa.

Tramonto dal Monte Ruju sul Monte S’Ospile e sul Supramonte di Dorgali.
Si cammina per un paio di chilometri così da raggiungere la vetta del Monte Cuccuru Cazzeddu, gradevole balcone sul mare. Da qui si può inoltre ammirare l’antica foresta s’Aspru Malu, verso la graziosa Cala Luna. Si supera Saenna Manna proseguendo sempre lungo la linea di cresta, in leggera ma costante salita verso sud-ovest per giungere infine alla cima del Monte Bardia a 880 m, punto più alto della tappa.
Si comincia finalmente a scendere e in breve si raggiunge un tratto accidentato su roccia molto affascinante, tra costoni e pinnacoli di calcare. Il sentiero scende fino a raggiungere una strada lastricata e si prosegue in discesa fino a raggiungere il paese di Dorgali.

Pinnetta Satintura.
Cuiles, pinnetti e barracos
In tutto il Supramonte, ma non solo, si incontrano spesso curiose strutture in pietra e legno, retaggi di un tempo ormai perduto, ma non così lontano. I “cuiles”, ovvero gli ovili di montagna utilizzati dai pastori sardi, vennero infatti abbandonati intorno agli anni ’50 del secolo scorso. Nascevano solitamente su terreni comunali, dove ai pastori veniva concesso di portare le greggi gratuitamente per il sostentamento delle loro famiglie. La struttura principale del “cuiles” è il “pinnetto” o “barracos”, evoluzione diretta delle capanne nuragiche.
Non perdere le altre tappe del Sentiero Italia CAI
- Tappa L05 “Badia Prataglia – Passo La Calla”
- Tappa G19-G20 “Passo del Faiallo – Il Giovo”
- Tappa C02 “Peio – Bagni di Rabbi”
- Tappa C17N “Rifugio Bolzano – Rifugio Alpe di Tires”
- Tappa A08 “Rifugio Casa Alpina Julius Kugy – Rifugio Pellarini”
- Tappa B03 “Pralongià – Rifugio Lagazuoi”
- Tappa E11 “Terme di Valdieri – Rifugio Città di Ceva Al Malinvern”
- Tappa G34 “Sella Della Valletta – Tetti Delle Donzelle”
- Tappa P10 “Santo Stefano di Sessanio – Rifugio Duca degli Abruzzi”
- Tappa P14 “Campotosto – Amatrice”
- Tappa E60 “Alpe Veglia – Alpe Devero”
- Tappa S06 “Sicignano Degli Alburni – Contursi Terme”
- Tappa T01 “Morano Calabro – Madonna del Pollino”




