- Delle 35 specie che compongono i 3 generi della Famiglia Atracidae, nativa dell’Australia, una decina secernono un veleno pericoloso per l’uomo. Il maschio di Atrax robustus è probabilmente responsabile di tutti i decessi registrati in Australia e di molti morsi con gravi conseguenze, sebbene non siano stati registrati decessi dall’introduzione di un siero antiveleno nel 1981. Il potente cocktail di tossine contenuto nel veleno di uno dei ragni più letali del mondo sembra variare a seconda del suo umore. Fattori come la frequenza cardiaca e l’atteggiamento difensivo del ragno potrebbero giocare un ruolo nella proporzione di sostanze chimiche rilasciate all’estremità delle zanne di un aracnide arrabbiato.
- Per circa 70 anni, si è persa ogni traccia del giaguaro (Panthera onca) nella Provincia di Corrientes in Argentina a causa di una combinazione di caccia, perdita dell’habitat e carenza di prede. Oggi, la specie sta facendo ritorno in queste terre grazie a un arduo e ambizioso piano di conservazione portato avanti dalla ONG Rewilding Argentina e fondato insieme alla Tompkins Conservation, attraverso i progetti Iberá ed El Impenetrable all’interno dei parchi nazionali omonimi.
- Alla fine degli anni Settanta l’allora Unione Sovietica donò al nostro Paese alcune aquile delle steppe che furono destinate a uno zoo in provincia di Salerno. Nel 1991, a seguito di un’incursione notturna, le voliere furono tagliate e le aquile fuggirono nelle circostanti campagne salernitane. Non essendo abituate alla vita selvatica e con una forma fisica ormai non più idonea al volo morirono quasi tutte per elettrocuzione, di stenti e inedia. Tranne una, Olga, di cui vi raccontiamo la storia…
- Bellissime, alte, con la loro camminata elegante passeggiano nella savana sfoggiando il loro mantello a chiazze, stiamo parlando delle giraffe. Una sottospecie in particolare, quella delle giraffe Masai (Giraffa camelopardalis tippelskirchi), è in pericolo di vita più delle altre. Vivono in Tanzania e nel Kenya meridionale e sono considerate in pericolo dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN), il loro numero è diminuito di circa il 50% a causa della caccia illegale e di altre attività umane che invadono il loro habitat, ne restano solo circa 35.000 esemplari.
- L’Australia, terra dai paesaggi incontaminati ricchi di specie misteriose e uniche, ha aperto i festeggiamenti per il ritorno di un rettile endemico del Paese scomparso ormai da oltre mezzo secolo. Si tratta del drago senza orecchie delle praterie del Victoria, che è stato ritrovato vicino alla città di Melbourne. Il Tympanocryptis pinguicolla, questo il suo nome scientifico, era stato avvistato per l’ultima volta nel 1969. Ma gli zoologi erano tornati sulle sue tracce dal 2019, sperando di scoprire che il piccolo rettile che non era davvero estinto.
- Era più di trent’anni che a Gibuti non si segnalavano più avvistamenti di ghepardi, ma ora un’immagine scattata con una fototrappola ridà speranza che la specie sia ancora presente in questo piccolo stato del Corno d’Africa, stretto tra Etiopia, Eritrea e Somaliland. Una squadra di ricercatori ha utilizzato trappole fotografiche per registrare la presenza dei grandi mammiferi durante due fasi di indagini: 48 fototrappole per 42 giorni durante l’autunno del 2021, e poi 41 telecamere durante la primavera del 2022, per un periodo di 25 giorni.
- Famiglie di gechi svettano sulle facciate dei palazzi delle città e non solo. Negli ultimi anni, sono aumentati e in particolar modo d’estate ci fanno compagnia. Ultimamente gli incontri cittadini con questi piccoli e veloci rettili sono molto frequenti, senza dubbio il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature ne sono complici. A volte si spostano con la movimentazione di merci e materiali come quelli edili, ma anche da legna da ardere come quella usata dalle pizzerie. Ma come mai si trovano così bene in città?
- Un nuovo insetto alieno sta invadendo il nostro Paese, è la Vespa velutina. Gli avvistamenti di questo pericoloso insetto alieno si stanno intensificando, in particolar modo in Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, creando allarme fra i produttori di miele e provocando anche danni economici. È, infatti, un predatore molto efficace che si nutre principalmente di api, e da quest’ultime dipende direttamente la capacità riproduttiva di oltre 130mila specie di piante.
- Il granchio reale blu, granchio blu (Callinectes sapidus), sta causando gravissimi danni all’industria della pesca italiana e all’ecosistema. I danni per il comparto sono stimati intorno ai 100 milioni di euro. Questo crostaceo alieno invasivo è una specie ecologicamente importante nelle zone di origine (le coste atlantiche del continente americano). Recentemente si è diffuso in maniera esponenziale lungo le coste italiane, dal Tirreno all’Adriatico, dove non ha predatori naturali che ne limitino la proliferazione.
- Fino a pochi anni fa, il castoro europeo era totalmente assente dall’Italia, in quanto caccia e perdita di habitat avevano portato all’estinzione tutte le popolazioni presenti sul territorio nazionale. Dopo più di 500 anni di totale assenza, questa specie ha recentemente iniziato la ricolonizzazione dell’Italia a causa di espansione naturale dall’Austria verso Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia-Giulia e di reintroduzioni (non autorizzate) in Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche). Un esempio di ritrovata biodiversità, che però necessita di strumenti di monitoraggio per ridurre i possibili danni dovuti alle attività di questo animale.
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